Western Australia: al bando anche le carabine “push button”

Il governo dell’Australia occidentale ha avviato un programma di riacquisto nei confronti dei cittadini detentori delle carabine cosiddette “push button”, che avevano sostituito le semiautomatiche già dichiarate illegali

Il governo della Western Australia offrirà un risarcimento ai cittadini che entro il 14 aprile prossimo consegneranno volontariamente le carabine a percussione centrale cosiddette “push button”, dichiarate illegali come già è da diverso tempo per le semiauto vere e proprie. Si tratta di carabine nelle quali l’espulsione del bossolo e l’apertura dell’otturatore seguono il normale funzionamento semiautomatico, ma poi è necessaria una azione manuale (come la pressione su una leva) per mandare in chiusura l’otturatore, in modo da camerare la cartuccia successiva.

L’operazione varata dal governo è stata accompagnata da polemiche circa le informazioni contraddittorie fornite dalle stesse forze di polizia, sulla possibilità o meno di detenere specifici modelli di armi da fuoco. Tanto da costringere il ministro della polizia, Reece Whitby, a scusarsi pubblicamente con i legali detentori di armi: “Vorrei dire ai possessori di armi, e credo che questo sia importante, che devono sapere che comprendiamo le loro preoccupazioni”, ha affermato Whitby, “Vorrei scusarmi per l’inconveniente e per i problemi a cui stiamo sottoponendo i possessori di armi responsabili”.

In parallelo, sono allo studio altri programmi di buyback per il riacquisto di altre tipologie di armi: i programmi in questione inizieranno il prossimo 14 aprile e proseguiranno fino al 14 gennaio. “Possedere un’arma è un privilegio e la priorità deve essere sempre la sicurezza della comunità”, ha affermato Whitby.