L’emittente pubblica nazionale britannica Bbc ha dedicato un approfondimento alla questione ormai annosa del riacquisto (buyback) di armi da parte del governo, disposta a sorpresa il 1° maggio 2020 dall’allora primo ministro Justin Trudeau, dopo un fatto di sangue che, peraltro, si scoprì poi che era stato condotto con armi contrabbandate dagli Stati Uniti. Tra complessità organizzative, logistiche ed economiche, la data ufficiale di inizio delle operazioni di riacquisto dietro indennizzo delle armi vietate nella proprietà dei privati ha avuto svariati slittamenti di scadenza, l’ultimo dei quali è attualmente il 30 ottobre prossimo. Lo stanziamento previsto è di oltre 215 milioni di dollari canadesi (pari a 155 milioni di dollari statunitensi), che dovrebbero servire per il riacquisto di 136 mila armi. Tuttavia, le associazioni di tutela dei diritti dei legali detentori di armi hanno già evidenziato che tale numero sia fortemente sottostimato rispetto alla reale entità. Anche perché l’elenco delle armi “d’assalto” è stato progressivamente aggiornato ricomprendendo armi che non erano contemplate originariamente. A proposito di tutela dei diritti dei legali detentori, la corte suprema del Canada ha accettato di esaminare un ricorso contro il divieto delle armi da fuoco “d’assalto”, presentato dalla Canadian coalition of firearm rights e, se la sentenza dovesse essere favorevole, potrebbe comportare un vero e proprio terremoto sui programmi dell’autorità.
Anche a livello locale, non si può dire che il buyback goda di un consenso unanime: le province dell’Alberta e del Saskatchewan hanno ufficialmente opposto il proprio rifiuto a collaborare al programma, così come svariate forze di polizia canadesi hanno evidenziato che, a fronte di un “onere operativo significativo”, l’efficacia concreta del buyback rischia di essere effimera, in particolare per quanto riguarda la priorità costituita dal contrabbando illegale di armi. Per dare una proporzione del fenomeno, è opportuno ricordare che nel 2024 nell’Ontario, la provincia canadese più popolosa, il 91 per cento delle pistole sequestrate alla criminalità erano provenienti dal contrabbando con gli Stati Uniti. Per non parlare del fatto che nell’ultimo omicidio di massa verificatosi nel Paese, cioè quello del febbraio scorso a Tumbler ridge, l’autore della strage non era l’intestatario delle armi che sono state utilizzate per l’insano gesto. A fronte di questa situazione, la ciliegina sulla torta è rappresentata dal commento espresso dal ministro canadese della pubblica sicurezza, Gary Anandasangaree, che in un audio registrato a sua insaputa alla fine dello scorso anno, dichiarava a un cittadino di Toronto, in merito all’operazione del buyback, “non chiedermi di spiegarti la logica di tutto ciò”.




