Si chiama Xray5 il nuovo collimatore a punto rosso presentato da Sig Sauer nell’ambito dell’evento Next che si svolge ogni anno nella sede principale di Newington, New Hampshire. All’apparenza è un “normale” red dot con struttura chiusa, in realtà cela una vera e propria rivoluzione, che verosimilmente rappresenterà il nuovo standard al quale tendere nel futuro. Per offrire, infatti, la massima robustezza nei confronti delle eventuali cadute, così come delle sollecitazioni del rinculo, questo dot non ha un diodo convenzionale spostabile mediante regolazioni meccaniche, bensì il dot è digitale, visualizzato su una matrice di 225 pixel. Ne consegue che non ci sono parti mobili in tutto lo strumento (questa soluzione è definita dall’azienda Solid state architecture) e che la natura “digitale” del dot e del relativo sistema di gestione, offre una serie di possibilità aggiuntive, quale per esempio quella di avere opzioni multiple di taratura, in funzione dell’arma, delle munizioni che si stanno utilizzando o della distanza di tiro. Inoltre, integrato nel sistema c’è anche un contatore dei colpi sparati. Il sistema di gestione dell’intensità dell’illuminazione LightFight consente una regolazione automatica in funzione della luce ambientale. Nella fase sperimentale, lo strumento è stato in grado di superare indenne cadute dall’altezza di 8 piedi (2,4 metri), immersione alla profondità di 40 metri, impiego su pistola con sparo di 100 mila cartucce, senza alcun malfunzionamento né, soprattutto, perdite di taratura.
Negli Usa, in vendita a partire da 500 dollari.
Info: mkt.international@sigsauer.com




