Eccoci a una nuova puntata di “cose selvagge”: possiamo così definire un altro dei tanti attacchi che la nostra cara Tv di Stato ha portato all’attività venatoria. Su Rai 3 infatti la trasmissione Presa Diretta di Riccardo Iacona, tenendoci sempre a farci ben figurare, ha parlato del famoso Ddl caccia. Innanzi tutto, un complimento è d’obbligo: sotto le parole sferzanti dell’autore splendeva, alle sue spalle, una foto di un bellissimo bosco con alti alberi su un prato verde esagerato, dove c’è una cerva con accanto il suo piccolo. Peccato però che fosse un White tail, ovvero coda bianca, che vive solo negli Stati Uniti. Partiamo male. Ma non è certo in cattiva compagnia. Sono mesi che Wwf e Greenpeace bombardano i social con foto di White tail morti, di conigli domestici ripresi a un metro di distanza che per loro saranno che so… lepri? Certo, penseranno, ma che cavolo vuoi ne sappiano le persone e i nostri iscritti di animali? Non ne sappiamo noi, figuriamoci loro! E questi dovrebbero salvarci…
Ma entriamo nel merito. Subito si comincia con slide di migliaia, milioni di animali sterminati dai cacciatori, con proclami roboanti. Poi si passa alla politica: dopo i vari Bonelli che rompono fuciletti di plastica arriva la deputata Eleonora Evi che propone la sua personale visione sulla protezione degli animali. Impensabile “farci assurgere a bioregolatori”. Praticamente quello che facciamo da sempre. Cara deputata, ascolti cosa vuol dire proteggere: non portarsi il cervo o la volpe a casa e farla stare in salotto come piacerebbe a voi. Proteggere significa proprio mantenere in ordine le specie numericamente. Perché se non lo si fa, alcune specie spariscono a scapito di altre. Quindi selezionarle significa proteggerle. Non quello che pensa lei. Ovviamente, massimo allarme sul previsto aumento delle specie cacciabili: ovvero due. Piccione domestico che oggi, assieme alle oche, è responsabile di milioni di euro di danni in agricoltura. Ma loro badano all’anima. Brambilla in testa, che con la sua idea di Natura porterebbe alla domesticazione delle specie selvatiche e alla loro sparizione. Purtroppo il biberon non va d’accordo con la gestione. Inutile parlare di peste suina, di proliferazione di cinghiali, sempre per colpa dei cacciatori. La deputata Luana Zanella afferma a questo proposito che il problema lo ha creato il Ministro Lollobrigida. E che la caccia nei valichi montani non dovrebbe essere nemmeno in discussione. Mentre le loro pale eoliche uccidono migliaia di uccelli silenziosamente (come sancito da diverse ricerche estere), quelle vengono santificate. Poi arriva l’avvocato Domenico Aiello del Wwf, che dichiara che lo Stato deve occuparsi della gestione della fauna. Specialmente cinghiali. E infatti lo fa. E di grazia, lo Stato di chi si dovrebbe servire?
A questo punto, si è deciso di estrapolare una decina di secondi della dichiarazione dell’Ispra alla Camera, casualmente gli unici 10 secondi nei quali il relatore Ispra dice l’unica cosa contro il nuovo Ddl, e non tutte le cose a favore nei diversi minuti precedenti. Purtroppo anche l’intervista al presidente Assoarmieri Lino Dal Balcon è stata strumentalizzata dalla vista dei suoi trofei africani. E arriva il turno di Andrea Zanoni, animalista di Europa Verde che prima dichiara che abbiamo la leggi più permissive (perché evidentemente non sa nulla delle legislazioni degli altri Paesi) e si indigna che una botte per la caccia in laguna, o nelle valli, costi anche 100 mila euro per andarci una sola volta a settimana. Sicuramente, visto che i territori li gestiscono favorendo la sosta e il sostentamento di migliaia di uccelli acquatici, ci faranno qualcosa di utile, rispetto alla zona gestita dal Wwf di Valle Averto che è praticamente abbandonata a sé stessa. Poverini, non hanno finanziamenti. Forse non bastano i 21 milioni di euro annui dichiarati dal Wwf, che prima campava con lo Stato e mo’ deve mettere mano ai soldi suoi. Un vero dramma. Quasi ci rimettono. Poi arriva lo zoologo Stefano Grignolio dell’università di Ferrara che, anche lui, afferma che più cinghiali ne ammazzi e più si riproducono. E che il sistema migliore sono i miglioramenti ambientali e gli interventi di dissuasione. Poi certo di altre perle è pieno, tutto ben gestito dai sorrisi di sufficienza e commiserazione della giornalista Daniela Cipolloni. Ma logicamente ognuno fa il proprio mestiere. E dovendo ammucchiare tanta aria fritta non è certo facile dargli un senso. L’unico senso è a favore dell’animalismo che ha avuto il suo momento di gloria fasulla. La Lipu stessa, entusiasta di questa puntata, l’ha spedita in Comunità Europea. Quindi non una inchiesta, quanto piuttosto una vera e propria docu-fiction per poter poi parlare male di noi in Europa senza in realtà saperne nulla. Complimenti, Presa Diretta. Un vero servizio dal “Produttore al Consumatore”.




