La notizia viene dalla Svizzera, e precisamente dal Cantone dei Grigioni. Il problema nasce dall’aumento dei lupi a cui gli allevatori, di ovini soprattutto, cercano di porre riparo con l’aumento del numero dei cani da guardia nei pressi delle greggi. Come ben sappiamo il problema lupo in Svizzera sta diventando sempre meno “problema” in quanto è stato stabilito di intraprendere una linea molto dura nei confronti di questi animali decretando l’abbattimento di branchi interi. Nel frattempo, tuttavia, il problema è che proprio l’aumento del numero di questi cani sui monti e sui pascoli, ha incrementato notevolmente le aggressioni da parte dei cani nei riguardi dei turisti, aumentate del 30% in poco tempo. Nell’80% dei casi si è trattato di morsi, spesso a gambe o braccia, ma anche abrasioni o lesioni più profonde dovute alla fuga spesso rovinosa dei malcapitati turisti. Secondo i veterinari cantonali, molte delle aggressioni sarebbero motivate dal superlavoro a cui sono sottoposti tali animali. “Abbiamo constatato che, a causa degli interventi lunghi e impegnativi, i cani erano estremamente stanchi. Le pause di riposo sono spesso insufficienti, le giornate per loro sono lunghe e c’è continuamente gente in movimento che li tiene in costante stato di allarme”. Quindi i cani da pastore sono in allarme di notte per le scorribande dei lupi, di giorno nei confronti della gente maleducata e impreparata che entra nei pascoli, magari con i propri cani, e pretende di fare come a casa propria. Tutto questo naturalmente avviene anche da noi, dove le aggressioni a turisti e gitanti, da parte di cani da pastore, ormai sono all’ordine del giorno. E qui arriva la questione che vorremmo sottoporre agli amici lupisti che tornano sempre a riproporre, per paura che qualche loro amico lupo vada trattato troppo male durante una predazione, l’aumento dei cani da pastore come panacea nei confronti del predatore. Ma a questi cani chi ci pensa? Al di là della vita grama che conducono in circostanze normali (come peraltro i pastori stessi), tra freddo, pioggia e altre condizioni climatiche avverse, la logica è che per proteggere le greggi dalle predazioni… a farsi sbranare o ferire malamente dal lupo devono essere i cani? Singolare noncuranza nei confronti dell’ausiliare domestico, visto che quando il cane non è il pastore, bensì del cacciatore, a ogni minimo sintomo di un benessere appena meno che ottimale, scattano le denunce nei confronti del padrone. Che magari nel canile teneva alcuni cani “con escrementi in vista” o che “non aveva previsto un opportuno riparo dal sole” eccetera. Per i cani da pastore, invece, vi sta bene per i vostri interessi che vengano tenuti tutta la vita, proprio è il caso di dirlo, come bestie? Come mai invocate il maltrattamento quando un cane da cinghiale viene ferito a caccia o muore, ma non vi frega nulla di quelli sottoposti a questa vita grama e che spesso muoiono per aggressione da lupi? Cari amici del cane, leghe varie della sua protezione, pasionarie pietose che sbandierate nelle trasmissioni televisive smielati comportamenti nei confronti del cagnetto di turno, questi da pastore, veri eroi mandati a immolarsi, fate finta di non vederli o vi è proprio sfuggita la cosa? Mi rivolgo anche a tutte le guardie di tutti gli enti zoofili e pietisti sempre pronti a dare addosso al cacciatore che non aveva la gabbia giusta per il cane in macchina. Sono cani anche quelli? O cosa sono?
Cani da pastore contro i lupi: le contraddizioni
Una delle soluzioni propalate dall’ambientalismo nostrano per difendere le greggi dai lupi è quella di aumentare la presenza dei cani da pastore. Soluzione tuttavia non priva di criticità per gli stessi animali e… per i turisti improvvidi!




