La segreteria regionale Emilia Romagna del Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia) si aggiunge all’ormai piuttosto nutrito coro di voci che bocciano la riforma della normativa sui coltelli contenuta nel decreto sicurezza entrato in vigore lo scorso 25 febbraio. In una missiva indirizzata al segretario generale nazionale, la sezione emiliana evidenzia le criticità contenute nel decreto sotto tre differenti aspetti: “Sicurezza sul Lavoro e Dispositivi di Soccorso (D.Lgs 81/08): è fondamentale scardinare l’idea che il blocco lama (lock-blade) e l’apertura ad una mano (one-hand opening) siano “connotati di offesa”. Al contrario, sono dispositivi di sicurezza indispensabili. In un intervento d’urgenza (taglio di una cintura di sicurezza, di una corda o di vestiario per prestare primo soccorso), un coltello privo di blocco lama rischia di richiudersi sulle dita dell’operatore, causando gravi lesioni. Impedirne il porto significa ignorare la realtà operativa della strada. La trappola del “Giustificato Motivo”: l’indebolimento di questa clausola per gli strumenti tecnici espone i colleghi a contestazioni paradossali per il possesso di pinze multiuso o coltelli da soccorso. Ricordiamo che moltissimi operatori di Volante, Rpc e Reparto Mobile acquistano queste dotazioni privatamente, investendo risorse proprie per colmare le lacune dell’Amministrazione e operare con standard di efficacia superiori. Impatto Sociale e burocratico: il venir meno del “giustificato motivo” colpirebbe anche cittadini onesti (escursionisti, cacciatori, campeggiatori), i quali, pur portando strumenti per finalità lecite, si ritroverebbero perseguiti penalmente. Questo non solo è ingiusto, ma genererebbe un aggravio inutile di lavoro per i colleghi e un intasamento dei Tribunali per condotte del tutto prive di pericolosità sociale”.
Il sindacato chiede pertanto al segretario generale di farsi promotore con il Governo delle seguenti istanze emendative: “Un’esimente esplicita per il personale delle Forze di Polizia che porti con sé utensili multiuso o coltelli tecnici durante il servizio o per ragioni connesse allo stesso; la salvaguardia del “giustificato motivo” per i coltelli pieghevoli, anche se dotati di sistemi di sicurezza (blocco lama), equiparandoli formalmente agli strumenti professionali e sportivi; la tutela delle pinze multiuso, che devono essere riconosciute come strumenti di lavoro e non come armi proprie. Non possiamo permettere che la legittima esigenza di sicurezza si trasformi in una “trappola normativa” per i servitori dello Stato”.




