Sta facendo discutere in queste ore la vicenda che ha visto coinvolto a Barletta un imprenditore 55enne e un pregiudicato di 25 anni. Secondo quanto al momento è possibile sapere, l’imprenditore si stava recando in banca per depositare un cospicuo incasso in contanti quando si è accorto di due soggetti che, a volto coperto e su uno scooter, si stavano avvicinando a lui per rapinarlo. Secondo alcune fonti, i rapinatori avrebbero anche colpito al volto l’imprenditore. Quest’ultimo ha fatto fuoco, ancora non è chiaro se una o due volte, ferendo il 25enne a una gamba (non è in pericolo di vita) mentre il guidatore dello scooter si è dato alla fuga.
L’aspetto che più sta facendo discutere in queste ore è che sia l’imprenditore, sia il rapinatore sono stati arrestati dalle forze dell’ordine sopraggiunte sul posto: il 25enne con l’accusa di rapina pluriaggravata e l’imprenditore con l’accusa di tentato omicidio e omissione di soccorso.
A scatenare le reazioni da parte del “popolo del web” c’è per l’appunto il fatto evidentemente eclatante, secondo il quale chi è a tutti gli effetti la vittima della rapina debba essere arrestato tanto quanto il rapinatore stesso.
A questo proposito, non contribuisce a fare chiarezza il fatto che i fatti riportati dagli organi di informazione sono laconici e sommari al momento. Tuttavia, alcune fonti riportano dettagli che consentono di effettuare una prima ricostruzione di massima.
Arresto sì, arresto no
In teoria, per l’omissione di soccorso l’arresto è facoltativo e, considerando le condizioni del ferito, la sua applicazione in concreto appare sproporzionata. Per quanto riguarda invece il tentato omicidio, l’esimente rispetto all’arresto obbligatorio sarebbe quella fornita dall’articolo 385 del codice di procedura penale, secondo il quale “L’arresto o il fermo non è consentito quando, tenuto conto delle circostanze del fatto, appare che questo è stato compiuto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in presenza di una causa di non punibilità”.
Tra le cause di non punibilità figura ovviamente la legittima difesa. Il punto è che, secondo quanto riportato da alcune fonti, l’uso dell’arma da parte dell’imprenditore sarebbe avvenuto non già quando la rapina era in corso, bensì quando i rapinatori erano già in fuga, quindi questa circostanza non consentirebbe di applicare la deroga rispetto all’obbligo di arresto per il delitto contestato.
Quanto appena esposto evidenzia come per la corretta lettura delle vicende che riguardano la legittima difesa e simili, sia fondamentale disporre di informazioni complete sulla vicenda, il che in questo momento ancora non è. Una disponibilità parziale delle informazioni può portare verosimilmente a una rappresentazione distorta della vicenda, che impedisce la comprensione di determinate decisioni da parte dell’autorità.




