Legittima difesa: mancava solo la proposta Cruciani-Giordano…

Il giornalista e conduttore Giuseppe Cruciani ha annunciato di voler presentare una proposta di legge, insieme al collega Mario Giordano, sulla legittima difesa: chi viola la proprietà privata perde “ogni diritto”…

E sì che manca ancora un bel pezzo al primo d’aprile. Nonostante ciò, le pagine dei quotidiani on-line in queste ore si stanno riempiendo con la proposta avanzata dal giornalista e conduttore Giuseppe Cruciani, noto per le sue posizioni spesso anticonformiste e portate avanti con veemenza, che ha annunciato la volontà di presentare una proposta di legge sulla legittima difesa, in collaborazione con il collega Mario Giordano (anch’egli noto per i toni volutamente enfatici con i quali si occupa dei casi di cronaca). Nella proposta, sempre secondo quanto riportato dagli organi di informazione, si propugna il concetto secondo il quale “chi entra nell’abitazione o nel negozio di qualcuno perde ogni diritto e il padrone di casa può reagire come meglio crede”. Proposta che a quanto pare è stata commentata con un laconico (ma eloquente) “interessante” da parte del segretario della Lega Matteo Salvini su X.

Al di là di quello che potrebbe piacere, e molto (giustificatamente, s’intende) al cittadino comune, è un dato di fatto che la nostra carta costituzionale definisce un perimetro piuttosto preciso entro il quale quantificare la differenza tra il valore della vita umana (sì, purtroppo anche dei farabutti) e quello dei “semplici” beni (sì, anche quando frutto di anni di sacrifici). Appare quindi quantomeno improbabile che una proposta di legge, così come tratteggiata, possa superare un vaglio di legittimità costituzionale dall’istante successivo alla sua entrata in vigore.

Che nonostante le riforme del 2006 e 2019 la normativa sulla legittima difesa sia perfettibile è evidente: che le boutade completamente fuori da qualsiasi cornice del diritto costituzionale possano risolvere il problema per i cittadini, è altrettanto opinabile. I personaggi dello spettacolo forse possono permettersi questo tipo di siparietti, magari la politica anche no…