Museo di Terni: il calendario 2026… che sa di commiato

L'Associazione Onlus museo delle armi leggere di Terni (Mialt) ha pubblicato il calendario 2026, dedicato alla mitragliatrice Fiat 35. Il progetto di musealizzazione della raccolta tecnica del Pmal si fa, tuttavia, sempre più lontano...

L’associazione Onlus Museo delle armi leggere di Terni (Mialt) ha pubblicato il calendario 2026: quest’anno il tema protagonista è la mitragliatrice Fiat 35, raffigurata come sempre in modo artistico, con la riproduzione dei disegni tecnici dell’epoca, degli accessori e di immagini iconiche relative all’impiego operativo.

Il calendario 2026 dell’associazione, tuttavia, potrebbe essere l’ultimo della serie, dopo 32 edizioni. L’associazione infatti non nasconde le gravi difficoltà circa la realizzazione del progetto di musealizzazione della raccolta tecnica delle armi del Polo di mantenimento armi leggere di Terni (una delle più importanti al mondo), stante il perdurare del disinteresse da parte dell’amministrazione pubblica locale. Disinteresse, va detto, che risulta in linea con quello delle precedenti amministrazioni ma che, nello specifico, aveva fatto parte di dichiarazioni programmatiche di governo della città, alle quali tuttavia, come confermato dai responsabili dell’associazione, non solo non sono seguiti i fatti, ma neppure interlocuzioni volte a instaurare un qualsivoglia tipo di dialogo sull’argomento. Uno dei consiglieri del Mialt, ex direttore del Polo ed ex presidente dell’associazione, brigadiere generale Benigno Riso, ha deciso quindi di rassegnare le dimissioni dal proprio incarico, esprimendo “rammarico per la totale assenza di riscontri o di un minimo riconoscimento da parte delle istituzioni”. Dimissioni alle quali fa seguito l’intenzione da parte del presidente, Pietro Nicoli, di non rinnovare la propria disponibilità alla scadenza imminente del mandato triennale. “Condivido il malessere del Generale Riso e posso testimoniare che tutti i tentativi di dialogo con l’amministrazione comunale, non hanno dato alcun esito. Analogo dispiacere mi è stato manifestato da membri del consiglio direttivo. Va detto che il problema non nasce con questa amministrazione, ma riguarda tutte quelle che si sono avvicendate a palazzo Spada negli ultimi 25 anni. Con l’attuale, tuttavia, avevamo ben sperato in quanto è stata l’unica ad inserire il Museo delle armi nel programma di governo della città. Ma, dopo quel passo, il nulla. Nonostante al ministero della Difesa c’è chi sia convinto, come me, che basti solo la volontà, essendo tutto, o quasi, già pronto da tempo”.

L’amarezza deriva in gran parte dalla consapevolezza del fatto che lo scoglio più grande in qualsiasi progetto di musealizzazione, cioè la disponibilità di locali, era già stato superato da anni, con l’acquisizione da parte dell’amministrazione comunale e una parziale ristrutturazione di essi. Locali che, tuttavia, giacciono ormai da tempo in stato di abbandono, simbolo del più classico spreco di denaro pubblico della tradizione italiana.

Chi volesse ricevere a casa copia del calendario, sostenendo le attività culturali dell’associazione con un contributo libero, può mandare una e-mail all’indirizzo museodellearmiterni@gmail.com.