Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha proposto di valutare una sperimentazione del Taser in seno alla polizia penitenziaria. “Chi ogni giorno garantisce sicurezza e legalità negli istituti penitenziari deve poter contare su strumenti adeguati e moderni”, ha dichiarato Ostellari, “per questo ritengo sia giusto valutare una sperimentazione del Taser per la Polizia penitenziaria, naturalmente accompagnata da una formazione specifica e da protocolli rigorosi, per verificarne efficacia e modalità di utilizzo. L’obiettivo è rafforzare concretamente la tutela degli agenti, del personale e delle persone detenute, con strumenti sicuri e modalità chiare”, ha concluso il Sottosegretario.
La questione era già stata oggetto, nel 2022, di una interrogazione da parte di tre deputati della Lega, che avevano per l’appunto evidenziato la necessità che anche la penitenziaria possa disporre di questo strumento non letale.
La proposta è stata accolta favorevolmente dal Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), che per voce del proprio segretario generale Donato Capece ha dichiarato: “Sono anni che il Sappe chiede che anche gli appartenenti al Corpo possano disporre del Taser, naturalmente nell’ambito di un percorso serio di formazione, addestramento e definizione di precise procedure operative. Chi lavora quotidianamente nelle carceri si trova a gestire situazioni di particolare complessità e, in alcuni casi, di elevata criticità. È quindi necessario che gli operatori possano contare su strumenti adeguati per affrontarle, sempre nel rispetto della legge, della proporzionalità dell’intervento e della tutela della persona. Non chiediamo strumenti da utilizzare senza regole, ma esattamente il contrario: formazione specifica, protocolli chiari, responsabilità definite e una sperimentazione che consenta di verificare concretamente modalità ed efficacia dell’utilizzo del Taser negli istituti penitenziari. Su questo riteniamo importante che dalle parole si passi rapidamente ai fatti. La richiesta del Sappe non nasce oggi e non è legata alla contingenza del momento. Da anni sosteniamo la necessità di rafforzare la dotazione strumentale della Polizia Penitenziaria, perché la sicurezza degli istituti passa anche attraverso la possibilità per il personale di intervenire in maniera tempestiva, professionale e con strumenti adeguati alle diverse situazioni”.




