Si chiama Prisma, acronimo di “Progetto di rinascita istituzionale, sportiva e di modernizzazione amministrativa” il piano triennale lanciato con toni trionfalistici sul sito dell’Unione italiana Tiro a segno. Secondo il comunicato ufficiale, dovrebbe trattarsi di un piano capace di conciliare “in un solo programma la missione sportiva agonistica (Federazione vigilata dal CONI) e la missione di sicurezza e modernizzazione amministrativa (Ente vigilato dal Ministero della Difesa)”, tramite l’assegnazione di un pacchetto di fondi Pnrr dedicato.
Di cosa si tratti nello specifico, è lo stesso comunicato a spiegarlo: “è, nei fatti, un programma di Business Process Re-Engineering costruito su standard ISO 9001:2015 e principi di Total Quality Management. Il suo obiettivo è chiaro: passare da “un sistema che funziona grazie alle persone” a “un sistema che funziona grazie ai processi”, garantendo tracciabilità, scalabilità, responsabilità formalizzate e indicatori di performance misurabili”, attraverso tre pilastri: “Rafforzamento Istituzionale — governance rafforzata, deleghe operative, separazione netta tra gestione istituzionale e gestione sportiva in contabita’analitica, conformità rigorosa al perimetro Difesa/CONI; Valorizzazione Sportiva — riposizionamento narrativo dall’oggetto “arma” ai valori della performance umana (concentrazione, controllo emotivo, precisione al decimo di millimetro), preparazione strutturale dell’avvicinamento a Los Angeles 2028 iniziando dalla Final World Cup di Roma 2026; Attivazione della Comunità — coinvolgimento attivo dei tesserati, delle Sezioni TSN civili e dei gruppi sportivi militari”.
La chiosa finale è che “Prisma è la scommessa che ci porterà competitivi a Los Angeles 2028 integrando nell’Unione un’infrastruttura nuova ben oltre l’orizzonte olimpico”.
Augurando, naturalmente, il miglior esito all’operazione, nell’interesse della federazione, delle sezioni e dei tesserati, si pongono inevitabilmente alcune domande che il comunicato non contribuisce a chiarire, anzi semmai rende ancora più misteriose:
- Il mandato commissariale non doveva servire all’espletamento delle operazioni necessarie e sufficienti per il riordino della componente sportiva rispetto a quella istituzionale della federazione, sotto il profilo prettamente statutario?
- Come si inquadra il lancio del programma triennale Prisma rispetto all’imminente elezione per il rinnovo delle cariche di vertice della federazione, la cui successiva ratifica dovrebbe (a questo punto il condizionale è d’obbligo) porre termine al mandato commissariale?
- Si fa riferimento all’utilizzo di fondi Pnrr per il pagamento delle spese del piano Prisma: come si può conciliare lo sviluppo triennale del piano medesimo, con l’obbligo di concludere (non avviare, concludere) tutti i progetti Pnrr entro il 30 giugno 2026?
Al di là di queste domande, ci permettiamo anche di ricordare che a oggi la federazione non ha un bilancio consuntivo approvato per il 2024 e il 2025, non ha un preventivo approvato 2026, non ha comunicato agli aventi diritto al voto né le generalità del soggetto abilitato alla gestione delle procedure di voto per l’assemblea elettiva “digitale” prevista per i prossimi 23 e 24 maggio, né quali siano effettivamente le procedure di voto medesime.




