Roma e Lonate: due diversi casi di legittima difesa

Le cronache si occupano in questi giorni di due casi di legittima difesa (o presunta tale, bisognerà ovviamente attendere gli ulteriori sviluppi) avvenuti a poche ore di distanza l’uno dall’altro.

Il primo ha avuto per teatro Roma: un sorvegliante di un supermercato contesta il furto di una bottiglia di birra da parte di un soggetto, il quale torna a casa, prende un coltello e ritorna indietro minacciando con il coltello il sorvegliante. Quest’ultimo non solo riesce a disarmarlo, ma poi lo picchia fino a ridurlo in stato di incoscienza. A quanto pare il ladro-aggressore, oltre ad avere precedenti penali, faceva parte di una famiglia di spicco della criminalità locale, che si è riversata sul posto necessitando l’intervento delle forze dell’ordine per disperdere i soggetti. Il sorvegliante è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio ma, ed è questa la notizia che riguarda la nostra testata giornalistica, il Gip di Roma, pur avendo convalidato l’arresto, ha disposto la sua scarcerazione, riconoscendo la tesi della difesa secondo la quale il sorvegliante si è difeso da una aggressione potenzialmente mortale. In realtà, al di là del riconoscimento dell’esimente della legittima difesa (che tuttavia, secondo quanto disposto dall’articolo 385 del codice di procedura penale, non avrebbe dovuto far ritenere legittimo l’arresto e quindi il Gip non avrebbe neanche dovuto convalidarlo), è verosimile che non siano stati riconosciuti i presupposti per la carcerazione preventiva in attesa del procedimento penale: presupposti che, come è noto, oltre ai gravi indizi di colpevolezza (e ci sono tanto di filmati, al riguardo), presuppongono pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove.

Non è corretto, quindi, affermare che la vicenda, per il sorvegliante, sia finita qui: a fronte di un reato, che potrà essere quello di tentato omicidio o di lesioni gravi (anche a seconda di quella che sia la prognosi ospedialiera), sarà avviato un procedimento penale, che potrà sfociare in una archiviazione o in un rinvio a giudizio, in tal caso dal procedimento penale si passerà al vero e proprio processo. Guardando ai casi del passato più o meno recente, è facile che al sorvegliante sia contestato il fatto di aver insistito nel picchiare l’aggressore anche quando ormai non fosse più in condizioni di nuocere, il che potrebbe portare all’accusa di eccesso colposo di legittima difesa. Il consiglio, comunque, è quello di non lasciarsi andare con valutazioni “da social” che possano condurre a ritenere priva di conseguenze una condotta come quella del vigilante, perché così non è.

Potrebbe essere più “semplice” l’iter per la risoluzione del caso di Lonate Pozzolo (Va): qui due soggetti appartenenti a una comunità sinti di Torino, si sono introdotti in una abitazione che ritenevano disabitata al momento, con effrazione, allo scopo di rubare, mentre un terzo complice li aspettava in auto. Invece il padrone di casa era presente e, una volta sorpresi i ladri, è scaturita una colluttazione nel corso della quale il proprietario ha ricevuto numerose percosse al volto, mentre per parte sua ha sferrato un colpo con un coltello a uno dei due malviventi, che è poi deceduto in ospedale.

Considerando anche la gravità delle percosse subite, che hanno necessitato il ricovero in ospedale, è ben difficile che possa essere contestata al padrone di casa l’insussistenza della scriminante della legittima difesa: tuttavia in altri casi nei quali ci sono state percosse nei confronti dei ladri, sono arrivate anche le condanne (ma in quei casi non c’erano state lesioni a carico dei padroni di casa). Intanto la cronaca di informa, in modo un tantino “peloso”, che il proprietario di casa era “appassionati di arti marziali”, così, quasi a voler mettere le mani avanti sul fatto che avrebbe potuto, o forse dovuto, lasciarsi pestare a sangue senza abbozzare una qualsiasi reazione e che, invece, una sua eventuale reazione sia da considerarsi “da professionista”. Non sia mai che i parenti del ladro (che hanno danneggiato il pronto soccorso dove era stato portato dai complici) si offendano…