Senatrice Cucchi contro lo spray alla penitenziaria

La senatrice Ilaria Cucchi ha commentato la decisione di introdurre (sperimentalmente) lo spray al capsicum per la polizia penitenziaria: “ennesimo fallimento esplicito di una politica che continua a inasprire la repressione”

La senatrice Ilaria Cucchi ha pubblicato un post sul proprio profilo Facebook, nel quale stigmatizza senza mezze misure la decisione da parte del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di iniziare la sperimentazione degli spray antiaggressione al capsicum per la difesa degli operatori. “Sembra incredibile, in un Paese in cui la stragrande maggioranza delle carceri sono iper affollate, anche solo pensare a una cosa del genere. Purtroppo è tutto vero. Grazie a una malaugurata decisione del DAP – il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – nei prossimi sei mesi lo spray sarà a disposizione e potrà essere utilizzato contro i detenuti, sia nelle celle che nelle parti comuni. Poco importa se si tratta dell’ennesimo fallimento esplicito di una politica che da tre anni continua a inasprire la repressione – perché continuare così, se non sta funzionando? E ai diritti umani, penserà come sempre qualcun altro”.

Le ha risposto a stretto giro Antonio Fellone, segretario nazionale aggiunto del Sinappe: “Disumano è pensare di mandare Donne e Uomini  della Polizia Penitenziaria a gestire rivolte, aggressioni e soggetti violenti a mani nude. Lo spray è uno strumento non letale, pensato proprio per limitare i danni e ridurre l’uso della forza fisica. Non è lo spray al peperoncino, il vero problema è una certa politica che preferisce delegittimare chi garantisce la legalità. La dichiarazione di Ilaria Cucchi contro lo spray al peperoncino alla Polizia Penitenziaria è l’ennesima dimostrazione di una certa sinistra ideologica che parla di carceri senza conoscerle. Dai salotti e dai talk show è facile fare moralismo. Dentro gli istituti, invece, ci sono agenti aggrediti , minacciati che spesso devono fare ricorso ai pronto soccorso dei vari nosocomi! Smettiamola di criminalizzare chi indossa una divisa, piuttosto cerchiamo di rispettarli. Le carceri non si governano con gli slogan, ma con responsabilità e realtà”.

Secondo i dati pubblicati oggi dal sindacato Uilpa, nel 2025 i casi di aggressione al personale della penitenziaria sono stati 3.410, praticamente invariati rispetto ai 3.422 del 2024. A fronte di questi numeri, se la senatrice Cucchi è contraria all’adozione dello spray antiaggressione in quanto tale (al di là delle specifiche caratteristiche tecniche che avrà poi in via definitiva), potrebbe suggerire lei un diverso strumento con il quale gli operatori possano tutelare la propria incolumità dalla eventuale violenza dei carcerati…