Il Coni è alla ricerca di soldi, per far quadrare i propri bilanci: si tentano tutti i finanziamenti possibili, come sottolineato in un recente articolo apparso su La Repubblica, ma nel frattempo il presidente del Comitato olimpico, Luciano Buonfiglio, pensa alla spending review e all’efficientamento delle federazioni che stanno sotto l’ombrello Coni. Tra le iniziative allo studio, secondo l’articolo di Repubblica, ci sarebbe anche quella relativa all’accorpamento della componente sportiva dell’Uits in seno alla Fitav. E guarda caso, proprio in questi mesi il commissario straordinario dell’Uits, Walter De Giusti, sta lavorando alle modifiche statutarie volte a scindere la componente sportiva da quella istituzionale, che dovrebbe traslocare sotto il controllo di una non meglio identificata autorità governativa (per tramite dei ministeri vigilanti).
In realtà le federazioni sportive che hanno a che fare con gli sport del tiro oggi sono in tutto quattro. Oltre Fitav e Uits, tra queste figura la Fitds (il Tiro dinamico sportivo), che attualmente resta una Dsa (Disciplina sportiva associata) e non una federazione vera e propria; e la Fidasc (Federazione delle discipline sportive con armi da caccia). Proprio per quanto riguarda quest’ultima, c’è una novità emersa nell’ultima assemblea del consiglio nazionale del Coni e consiste nel fatto che sono state cancellate, dal 1° gennaio 2027, dall’elenco Coni delle discipline sportive riconosciute, quattro specialità promosse dalla stessa Fidasc: tiro con fucili con canna ad anima liscia e caricamento a palla, tiro con l’arco da caccia, tiro di campagna con carabina rigata da caccia munita o meno di ottica e del tiro piattello con fucili con canna ad anima liscia in percorso di caccia. Anche questo sembra un passo che ha come obiettivo l’esistenza stessa della Fidasc o, peggio, la sua eutanasia.
Non è detto che il progetto di accorpamento tra le federazioni vada a buon fine, ma è evidente che c’è un progetto in tal senso e che tale progetto sembra sia assecondato tanto dal di fuori, quanto dai vertici attualmente alla guida delle federazioni stesse. La conseguenza più immediata è che, come peraltro era facile prevedere, il risultato delle prossime elezioni per il consiglio direttivo Uits (23-24 maggio 2026) potrà verosimilmente essere del tutto svuotato di significato da questi cambiamenti sostanziali, vanificando di fatto l’elezione in sé.
«Alla luce di quanto emerge dall’articolo di Repubblica», è il commento di Giulio Orlandini, direttore di Armi e Tiro, «credo sarebbe stato interessante da parte del collega chiedere al presidente del Coni come mai non ha mai pensato di fondere in un’unica federazione la Fic (Federazione italiana canottaggio) con la Fick (Federazione italiana canoa kayak), di cui Bonfiglio è stato presidente per ben sei mandati. Oppure, il presidente del Coni avrebbe potuto accorpare la Fisg (Federazione italiana sport del ghiaccio) con la Fisi (Federazione italiana sport invernali) e altre federazioni avrebbero potuto ricevere questo discriminatorio trattamento. La volontà di accorpare il Tiro a volo con il Tiro a segno temo nasconda un obiettivo molto meno nobile che qualcuno tenta di mascherare dietro una fantomatica spending review. E invece di perseguire questo obiettivo di accorpamento, per nulla necessario, con trasparenza e coinvolgendo i cittadini-soci delle federazioni coinvolte, si è scelto di affidarsi a opache manovre di palazzo, affidandosi a “traghettatori” inadeguati e impreparati».




