In California, un consorzio conservazionista e uno di caccia, coadiuvati dalla fondazione Rocky Mountain Elk, hanno scritto una lettera esprimendo un estremo sconcerto sulla scelta del governo che vorrebbe mandare avanti la reintroduzione degli orsi Grizzly. L’idea è supportata dal Dipartimento della pesca e della fauna selvatica della stessa California, che sta predisponendo il piano. Manco a dirlo il progetto è molto enfatizzato da uno studio supportato e pubblicato dalla California Grizzly Alliance che vorrebbe, va da sé, far tornare nello Stato gli orsi Grizzly. Il dipartimento, per bocca del portavoce Peter Tira, sul Los Angeles Time ha tuttavia considerato che “Reintroducendo gli orsi Grizzly potenzialmente in luoghi dove la gente vive, va in vacanza e lavora ci sarebbe la necessità di maggiore studio dei conflitti con gli umani e con altre specie animali quali puma, lupi, orsi neri e coyote”. Oltretutto si fa notare che “Il ritorno degli orsi Grizzly viene spesso visto come un successo per la storia e per i simboli culturali della California. Ma queste operazioni non debbono essere guidate da simbolismi e nostalgie, bensì dalla scienza, dalle considerazioni pratiche della gestione e dalle reazioni delle persone e delle comunità che debbono vivere con le conseguenze di queste decisioni”.
Non possiamo non prendere a esempio la reintroduzione dell’orso in Trentino, progetto per inciso a cui l’Ispra stessa, interpellata prima della partenza, aveva dato il suo parere negativo. E quì vorremmo far risaltare l’enfasi con la quale i contrari al ddl per la revisione della 157/92 sottolineano il fatto che i pareri Ispra potrebbero diventare consultivi e non vincolati, quando da sempre le associazioni animaliste hanno ascoltato i suoi pareri solo ed esclusivamente quando erano concordi con… i loro comodi. Tornando agli orsi nostrani, è stato fatto quello che le istituzioni in California hanno dato come priorità del progetto? Assolutamente no. Si è preferito farlo figurare come una grande occasione per la regione e la sua economia. La stessa Ispra aveva messo in guardia dalle conseguenze. Le reintroduzioni non hanno funzionato praticamente mai. Come dice sempre l’Ispra, meglio che la specie torni in un territorio per conto proprio: con gli anni, con calma e con numeri graduali. Ma il nostro animalismo continua a giocare con l’ideologia, non con la tanto invocata scienza.




