Idoneità “unificata” per le donne marines: oltre il 90% supera il test

Giungono i primi riscontri dopo l’introduzione nel corpo dei marines di test di idoneità fisica “unificati” per uomini e donne: il personale femminile ha un tasso di superamento delle prove superiore al 90 per cento

2169706015

A circa un anno di distanza da quando il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha firmato la direttiva che impone standard di idoneità fisica “neutri” rispetto al sesso per tutte le truppe impiegate in ruoli di combattimento, si cominciano ad avere i primi riscontri: in particolare, i dati relativi ai test di idoneità fisica svolti la scorsa primavera dal corpo dei marines (i primi a essere disponibili pubblicamente) evidenziano che il 91,38 per cento delle donne ha superato con successo il test, contro il 96,53 per cento degli uomini. Si tratta di un primo dato iniziale che, secondo gli analisti, è ancora numericamente troppo limitato per fornire un riscontro generalizzato, dal momento che il personale femminile che si è sottoposto al test è al momento di sole 400 unità. Tuttavia, il risultato è indicativo del fatto che le donne possono effettivamente superare con successo i medesimi test fisici di idoneità previsti per gli uomini. A fronte di questo risultato, tuttavia, esiste la possibilità che il nuovo test “unificato” possa avere comunque conseguenze negative per le donne in uniforme, come sottolineato da Kyleanne Hunter, leader dell’organizzazione Iraq and Afghanistan veterans for America: “i nuovi test possono creare problemi di promozione. Una marine donna che avrebbe ottenuto il punteggio massimo di 300 secondo la precedente scala di valutazione femminile, ora riceve circa 240 punti per la stessa prestazione secondo la scala maschile. Supera agevolmente la soglia minima, che è di 210 punti, ma con un punteggio sostanzialmente inferiore, il che potrebbe influire sulle valutazioni delle prestazioni”.