Gpg rapinata a Rogoredo: il tema della sottrazione d’arma

Il recentissimo caso della Gpg percossa e rapinata dell'arma a Rogoredo, periferia di Milano, riporta di stringente attualità il tema degli accorgimenti anti-sottrazione dell'arma e più in generale della situational awareness del personale armato

Per gli operatori armati della sicurezza la protezione della propria arma è ormai una competenza irrinunciabile. Vedersi sottrarre l’arma e in prima battuta di vedersela rivolgere contro, infatti, è un evento ad altissimo impatto e, purtroppo, non più a bassa probabilità di accadimento. Facciamo riferimento, da ultimo, al caso verificatosi a Rogoredo, quartiere periferico di Milano, nel quale un cittadino cinese di 30 anni, irregolare in Italia, ha sottratto l’arma a una Gpg che si stava recando al lavoro, ingaggiando poi un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine.

 

Il rischio sottrazione

Se, come sempre premettiamo, ogni rischio si può valutare in termini di “probabilità” e “danno”, ci si rende immediatamente conto di come la sottrazione dell’arma a un operatore della sicurezza rappresenta:

  • un evento ad altissimo impatto. Un’arma sottratta può essere immediatamente rivolta contro chi ne è stato spossessato, può essere rivolta contro i presenti, determinando una strage, o ancora può essere in seguito impiegata per compiere un numero indefinito di altri reati violenti
  • un evento la cui frequenza sta aumentando. Il fenomeno, una volta relegato a ipotesi-limite, è ora in larghissimo aumento, sia per quanto riguarda le sottrazioni riuscite sia per i tentativi, complice anche una bassa aspettativa di reazione sulla quale, finora, gli assalitori hanno fatto affidamento.

 

Sottrazione di pistola a Rogoredo

Milano è in caduta libera e non ha il paracadute, sotto ogni punto di vista. Dalla generazione di ricchezza, alla qualità della vita, fino alla sicurezza di chi voglia anche solo uscire di casa.

Ormai non ci sono hotspot o zone “ad alto rischio”, ma solo zone “a più alto rischio”.

L’ennesimo episodio ha visto protagonista un cittadino cinese (ebbene sì, ora pure i notoriamente silenti orientali) che sembra aver aggredito con un bastone una guardia giurata per poi sottrargli la pistola.

Lo stesso rapinatore sarebbe, di li a poco, stato attinto dai colpi delle Uopi della polizia di Stato, intervenute fulmineamente.

 

Prepararsi a proteggere la propria arma

Come per tutte le altre tipologie di evento dannoso, anche relativamente al rischio di sottrazione dell’arma è possibile individuare contromisure sia di prevenzione sia di eventuale gestione dell’emergenza.

Sostanzialmente, le prime contromisure che è possibile individuare riguardano:

  • le dotazioni
  • la formazione del personale.

 

L’importanza della fondina

Oggi, per un operatore della sicurezza che svolga servizio in uniforme e adotti una modalità di porto “esterno” e quindi “a vista”, la fondina non è più solo un contenitore in cui custodire l’arma.

Le moderne fondine in materiali polimerici offrono, infatti, diversi livelli di ritenzione e diverse soluzioni tecniche che garantiscono contro la fuoriuscita accidentale o addirittura la sottrazione. La centralità delle moderne fondine nella protezione della pistola, quindi, le ha rese una dotazione fondamentale nella tutela dell’operatore, verso il quale potrebbe essere rivolta la sua stessa arma una volta sottratta, oltre che nella tutela di tutta la comunità dei presenti all’evento.

Le fondine, dunque, dovrebbero presentare caratteristiche in grado di garantire un’idonea ritenzione, sia per quanto riguarda le soluzioni tecniche sia per quanto riguarda i materiali con cui vengono prodotte. Ed ecco una serie di interrogativi:

  • chi acquista fondine per tutta una popolazione di operatori analizza gli scenari di porto e seleziona i prodotti anche in funzione del rischio sottrazione?
  • e chi acquista per sé?

Già, perché la popolazione delle Gpg, per esempio, per norma ha l’onere di scegliere e acquistare a propria cura e spese l’arma e la fondina. E di qui altri interrogativi:

  • come possiamo addossare al singolo utente l’onere di avere approfondita conoscenza del settore e dei suoi rischi?
  • perché non esistono standard di fabbricazione che garantiscano determinate prestazioni al di sotto delle quali una fondina viene ritenuto non idonea a quel porto?

La riflessione non è di poco conto, se solo si ricordano, tra gli altri, gli agenti drammaticamente uccisi solo qualche anno fa all’interno della Questura di Trieste…

La prima forma di prevenzione, quindi, è rappresentata dalla scelta di una fondina con ritenzione idonea alle condizioni e situazioni di porto.

 

La formazione: prevenzione e gestione dell’emergenza

Poste le doverose premesse circa le fondine, è evidente l’enorme importanza del ruolo giocato dalla formazione degli operatori, tanto quale forma di prevenzione quanto di gestione dell’emergenza.

Sono passati ormai anni da quando dedicammo al tema dell’anti sottrazione un contributo in tre uscite consecutive, che accendeva i riflettori proprio su questi tre momenti in cui è opportuno formare il personale:

  • comportamenti preventivi
  • protezione dell’arma in fondina
  • protezione dell’arma estratta.

È ovvio che le tecniche di protezione della pistola da un tentativo di sottrazione, in fondina o addirittura impugnata, rappresentano specifiche contromisure di gestione dell’emergenza.

Quante aziende o amministrazioni erogano formazione specifica in questo senso?

A monte, però, sta il vero cuore della prevenzione, intesa strettamente come riduzione della probabilità di accadimento: i comportamenti preventivi.

 

Prevenzione e situational awareness

Il porto di un’arma, come è noto, condiziona interamente i comportamenti quotidiani di chi la porta, che si rapporterà al mondo esterno mantenendo l’obiettivo primario di esporre la propria arma il meno possibile a un tentativo di sottrazione. Ma quali sono le competenze che ci aiutano in questa attività?

Anzitutto la capacità di pianificare l’attività di protezione della propria persona e di conseguenza anche della propria arma.

In breve, quando e dove sono più soggetto a quel tipo di rischio? Si tratta solo di due delle 5W ormai famose (le domande che in inglese comincia, appunto, con la lettera W, quali chi, cosa, dove, quando, perché e… volendo molte altre). Così facendo, è possibile cominciare a individuare i momenti e luoghi a maggior rischio, per scoprire, tra l’altro, che il tragitto di andata e ritorno dal lavoro è uno dei momenti più vulnerabili!

Se, infatti, i nostri livelli di attenzione possono anche essere massimi durante il servizio, è fisiologico che siano più bassi prima e dopo, sebbene… le condizioni di contesto siano le stesse. Se si tratta di un operatore in uniforme, questo verosimilmente già la vestirà e già avrà l’arma al fianco, con tutto quello che ne consegue sulla sua appetibilità come target presso chi, per esempio, volesse sottrargli l’arma.

Come sempre, situational awareness, vale a dire la capacità di avere sempre ben presente ciò che accade intorno a noi. In cosa consiste?

  • Nell’utilizzo volontario e continuato dei nostri cinque sensi, vista in primis, proprio per poter cogliere ogni sfumatura di ciò che circonda ed ogni eventuale variazione nello scenario
  • Nella capacità di comprendere il senso di ciò che vediamo, in termini di pericolosità anche solo potenziale
  • Nella capacità di intuire cosa sta per accadere, proprio in base a ciò che abbiamo notato ed al senso che gli abbiamo dato.

Ancora una volta: quante aziende o amministrazioni formano il personale in tecniche di osservazione basate su situational awareness?

Come sempre, non esiste la bacchetta magica e non esiste contromisura che azzeri il rischio.

Ciò non toglie, però, che esistano note discipline in grado di irrobustire le competenze degli operatori e con loro la possibilità di ridurre la probabilità che accadano eventi dannosi e, nel caso, che aiutino a contenerne l’impatto. Per quanto ancora dovremo guardare al dito e non alla luna? O meglio, per quanto ancora, per ragioni di budget faremo ancora finta di guardare la luna mentre spudoratamente stiamo guardando il dito?