Il primo annuncio formale sullo sviluppo della Hk223, la nuova mitragliatrice leggera Lmg in calibro 5,56×45 alimentata esclusivamente a nastro e derivata su scala ridotta dalla Hk421 in 7,62×51, è avvenuto a Enforce Tac a Norimberga. Durante l’evento Dvd – Defence vehicle dynamics tenutosi a Millbrook, nel Bedfordshire (Regno Unito), Greg Mulligan del team tecnico Heckler & Koch UK ha confermato che il progetto della Hk223 nasce specificamente per rispondere al Project Troubler del Ministero della Difesa britannico (MoD) mentre contemporaneamente, è stato esposto un prototipo dell’arma. Tale programma, è stato lanciato per acquisire una nuova mitragliatrice leggera da 5,56×45 per la fanteria inglese, e prevede l’adozione di architetture ultraleggere di ultima generazione per ridurre significativamente il peso rispetto al precedente valore di riferimento di 7.100 grammi, a supporto dei nuclei di squadra.
Ricordiamo che il Regno Unito ha sviluppato una propria variante del 5,56×45 Ss109: la cartuccia L31A1 Ep (Enhanced performance ball) presso il centro di produzione Bae Systems Radway Green.
La Ep raddoppia la capacità perforante della Ss109 trapassando una piastra in acciaio da 8 mm fino a 400 metri rispetto ai soli 200 metri precedenti. Il risultato deriva dalla sostituzione del vecchio nucleo bicomponente in acciaio dolce e piombo con un penetratore monolitico in acciaio temprato lungo tutta la palla. L’assenza di piombo evita la frammentazione del mantello, assicurando un trasferimento di energia cinetica costante e la penetrazione diretta delle protezioni balistiche. Il profilo aerodinamico e la massa restano conformi alla munizione standard per garantire la stabilizzazione con passo di rigatura di 1:7 pollici e la piena interoperabilità Stanag 4172.
La L31A1 Ep è concettualmente simile alla M855A1 degli Usa e ci ricorda anche che due Paesi rilevanti nel panorama geo-strategico, hanno realizzato soluzioni di ammodernamento del 5,56×45. Sono entrambe”Nato interchangeable” secondo i protocolli Mopi (Manual of proof and inspection) ovvero, entrambe le opzioni garantiscono la compatibilità meccanica con le armi dell’alleanza dotate di canna con passo di rigatura di 1:7 pollici ma nessuna delle due munizioni è stata ratificata come nuovo standard per tutti i Paesi membri della Nato.
Questo compito “unificatore” tuttavia, dovrebbe spettare al recente progetto europeo Saat – Small arms ammunition technologies varato dalla Agenzia europea per la Difesa nel gennaio 2025. Si tratta di una consultazione multilaterale di aziende europee (più Norvegia e Svizzera) per definire criteri prestazionali per le munizioni in calibro 5,56×45 e 7,62×51 Nato finalizzati a contrastare le minacce balistiche attuali e future. Il programma integra l’analisi approfondita delle componenti fondamentali quali proiettili, propellenti e bossoli per ottimizzare l’efficienza della balistica interna e la gestione delle pressioni d’esercizio: attraverso lo sviluppo di prototipi di palla e l’avanzamento tecnologico del design della cartuccia, l’iniziativa guida l’innovazione della capacita penetrativa e della balistica terminale. L’obiettivo va oltre la semplice standardizzazione delle prove, promuovendo il progresso tecnologico dell’armamento leggero e la convergenza sui requisiti operativi dell’alleanza.
Il progetto ha una durata prevista di quattro anni e un budget di 8,3 milioni di euro, ponendo la conclusione dei lavori e la presentazione dei requisiti finali attorno al 2028 mentre le attività correnti, riguardano la modellazione e l’analisi di laboratorio su propellenti, bossoli e geometrie di palla, oltre allo sviluppo dei primi prototipi di proiettili. Aspettiamo con fiducia.





