Più volte abbiamo sottolineato come nei casi di attacchi terroristici o negli attacchi portati da parte di individui isolati ai cosiddetti “soft target” per motivi disparati (squilibrio psichico, integralismo religioso eccetera), fondamentale nel quadro del bilancio finale delle vittime siano i cosiddetti first responder, ovvero coloro i quali riescono a intervenire in prima persona in quanto già presenti sul posto. È il caso di Jordan Salinas, cittadino statunitense che ha assistito suo malgrado allo svilupparsi di un mass shooting, un eccidio di massa (termine con il quale si identifica un omicidio simultaneo di 4 o più persone da parte di un medesimo autore) compiuto per motivi ancora da accertare da parte del ventiquattrenne Chad Williams. Quest’ultimo ha cominciato a sparare agli avventori del ristorante In-n-out burgher di Twin Falls, in Idaho. Salinas, accortosi di quanto stava accadendo e legalmente armato di pistola, ha deciso di intervenire, rispondendo al fuoco insieme a un agente di polizia fuori servizio. La loro reazione ha determinato la fuga dell’attentatore, che è stato ritrovato poco dopo suicidatosi con la sua stessa arma. Il capo della polizia di Twin falls ha riconosciuto che l’azione di Salinas e dell’agente fuori servizio “hanno contribuito ad allontanare il sospetto dalla scena, prevenendo ulteriori vittime”. Gli ha fatto eco lo sceriffo della contea, Jack Johnson: “queste persone sono veri eroi per la nostra comunità, hanno neutralizzato l’attentatore e, senza dubbio, salvato molte vite”. Prima di essere contrastato dai due “first responder”, Williams è riuscito a uccidere tre persone e ferirne sette.
Salinas ha dichiarato di aver iniziato ad addestrarsi al tiro con le armi da fuoco dopo la sparatoria mortale avvenuta in un centro commerciale di Boise, città a due ore d’auto da Twin Falls. L’uomo si prende cura del fratello, invalido in sedia a rotelle, e anche questo aspetto ha avuto un peso, secondo quanto riferito da lui stesso, nella decisione di intraprendere un percorso di formazione all’uso delle armi da fuoco. “I criminali armati prendo di mira obiettivi facili”, ha commentato, “e una persona in sedia a rotelle, con il suo accompagnatore al fianco, rientra perfettamente in questa categoria. Tutti dicono “non succederà mai”, ma se succedesse?”. E in effetti… è accaduto.




