Less than lethal per la polizia: l’Odg Lisei impegna il governo

Nell’ambito della conversione del decreto legge n. 23, è stato approvato in Senato anche l’ordine del giorno proposto da Marco Lisei, che impegna il governo a valutare l’adozione di una serie di strumenti less than lethal: quali?

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In occasione della presentazione degli emendamenti per la conversione in legge del decreto sicurezza 2026 (dl n. 23 del 24 febbraio 2026), era già spuntata una proposta emendativa sulla possibilità di dotare le forze di polizia di strumenti non letali per l’ordine pubblico. Adesso è stato approvato dal Senato, sempre nel quadro della conversione del decreto sicurezza, un Ordine del giorno proposto dal senatore Marco Lisei di Fratelli d’Italia. Non è un nuovo comma della legge di conversione del decreto sicurezza, di fatto si tratta solo di un “impegno” da parte del governo. A fare cosa? A valutare la sperimentazione, e quindi poi l’entrata in servizio, di una serie di strumenti non letali per l’ordine pubblico.

Nello specifico, si parla dei seguenti strumenti, riportiamo quanto contenuto nell’Odg approvato:

1) Lanciatori a Co2 per autodifesa: pistole ad aria compressa che sparano capsule contenenti miscele irritanti a base di peperoncino. Trattasi di strumenti No Lethal (Non Letali) contro persone e animali molesti e aggressivi, le cui capsule causano effetti immediati e temporanei quali forte infiammazione degli occhi e delle mucose, tosse e lacrimazione;

2) Sistemi a impatto cinetico controllato (Sicc): lanciatori calibro 40 mm con proiettili a deformazione programmata (Sponge Grenade) per il distanziamento dei soggetti pericolosi;

3) Marcatori selettivi a distanza: sistemi ad aria compressa per il lancio di capsule a vernice indelebile o tracciante Uv, finalizzati all’individuazione e al successivo fermo dei leader delle azioni violente, minimizzando il ricorso a cariche di alleggerimento;

4) Dispositivi di difesa attiva stroboscopica: integrazione sugli scudi di protezione di sistemi Led ad alta intensità per la disorientazione temporanea di soggetti pronti all’attacco.

 

Nel documento si parla anche di “valutare l’opportunità di dotare il personale impegnato in scenari di ordine pubblico di protezioni esoscheletriche  leggere per il supporto articolare e l’assorbimento degli urti, riducendo il carico fisico e aumentando la capacità difensiva individuale e  del bastone tattico a impugnatura laterale (tipo Tonfa) ai reparti impegnati in compiti di controllo del territorio e ordine pubblico” e di ”prevedere l’istituzione di un fondo specifico per la formazione specialistica degli operatori all’utilizzo di queste nuove dotazioni, con particolare attenzione alla de-escalation e alla precisione tattica”.

Come era prevedibile, questo ordine del giorno è già diventato argomento di polemica politica, si parla già di “modello Ice” (con riferimento all’agenzia governativa statunitense con compiti anti-immigrazione).