In occasione della riunione inaugurale della coalizione antibalistica presso il Ministero francese per l’Europa e gli Affari Esteri, Thales, Airbus Defence and Space, Destinus, MBDA Deutschland e Safran Electronics Defense hanno firmato oggi una Lettera di Intenti (Loi) per la creazione del Consorzio Bliksem EXO, una partnership industriale europea multinazionale per lo sviluppo, la qualificazione, la produzione su scala industriale e il supporto di Bliksem Exo. La firma è avvenuta alla presenza di Rob Jetten, Primo Ministro dei Paesi Bassi. Bliksem Exo è concepito come un sistema di intercettazione esoatmosferica europeo sovrano contro le minacce di missili balistici a medio e medio raggio, compresi i sistemi di classe Oreshnik con veicoli di rientro separabili e manovrabili. È progettato per lo strato superiore della difesa missilistica: rilevare, tracciare e neutralizzare le minacce Mrbm/Irbm nella fase intermedia della traiettoria al di sopra dell’atmosfera, mediante un impatto cinetico diretto, senza testata esplosiva.
Secondo il comunicato ufficiale, questa missione integra, anziché competere con esse, le capacità europee esistenti e pianificate a livello inferiore. Insieme, questi sistemi formano una difesa missilistica europea stratificata: sistemi terminali e di teatro al di sotto, Bliksem Exo al di sopra dell’atmosfera. Il programma è progettato per la piena interoperabilità con la difesa aerea e missilistica integrata della Nato (Iamd – Integrated air and missile defence) e per rafforzare l’iniziativa European Sky Shield (Essi) affrontando lo strato superiore attualmente mancante.
Quali elementi hanno portato all’urgenza di questa coalizione virtuosa? L’intelligence occidentale è rimasta colpita dalla riconfigurazione convenzionale e dalla produzione industriale dell’Oreshnik sotto il progetto Kedr (mantenuto riservato dai russi), avviata nonostante il rigido regime di sanzioni internazionali e risultato non intercettabile dai sistemi occidentali. La reazione iniziale ha cercato di sminuire l’impatto strategico declassando il vettore da missile balistico intercontinentale a raggio intermedio, tentando così di mascherare il mancato rilevamento del suo schieramento operativo prima dell’impiego a Dnipro e Leopoli. Ci sono poi le sorprese derivanti dalle recentissime operazioni militari di Operation Epic Fury – Operation Roaring Lion. Sul fronte iraniano la sorpresa ha riguardato l’efficacia e la precisione terminale dei vettori Fattah e Kheibar Shekan durante i lanci di massa. L’uso coordinato di veicoli a planata ipersonica e testate a submunizioni ha infatti messo in crisi le difese Arrow 3 e Thaad, “bucandole” più volte e impunemente.
Gli analisti hanno infine sottovalutato la capacità di Teheran di rigenerare rapidamente le catene produttive dopo i raid aerei. La transizione di Mosca e Teheran verso l’uso sistematico di vettori ipersonici manovrabili a testate multiple, ha evidenziato una vulnerabilità occidentale nella saturazione terminale delle difese aeree integrate.




