Da tempo, ma ancor più dalle aggressioni da parte del lupo ai bambini di Noicattaro, l’informazione sta vivendo una vera e propria crisi di identità. Innanzitutto nel caso suddetto, ma negli altri simili, nessuna associazione animalista dice nulla. Nessun commento, su nessuna piattaforma. Le più comuni poi applicano, ormai fin troppo evidente, filtri atti a contenere allarmi e commenti su chi parla controcorrente alla visione buonista e sacrale del lupo. La Tv di Stato non è da meno. Su Rai1 mattina e alla Vita in diretta, sempre Rai1, vengono invitati Francesco Pedretti, ex direttore dello zoo di Roma, e un veterinario onnipresente, Federico Coccìa, che stanno spargendo a piene mani loro opinioni sul lupo in genere e su quello di Noicattaro. Tutti questi interventi sono contraddistinti per l’assoluta intoccabilità del lupo e l’approccio buonista del tutto. Pur di non far trasparire qualunque preoccupazione, alla luce degli episodi ormai da anni ripetitivi di predazione su bambini, tirano la palla in tribuna, come si suol dire, per non far insorgere la minima preoccupazione alla gente comune. Innanzi tutto, per sviare i problemi del “loro” lupo, viene sancito da ambedue che la predazione di alcuni bambini sarebbe opera di un ibrido. In quanto, secondo loro, il lupo teme l’uomo. Tutto questo cozza contro la logica e anche con gli accadimenti del passato recente. Chi pratica, e non ha filtri applicati alle proprie idee, sa benissimo che se siamo di fronte a un ibrido, proprio perché la genetica è inquinata da un animale definito domestico anche se poi randagio, l’istinto di predazione viene mitigato. Ovvero se incrocio un cane da caccia con un cane da guardia, tutto può uscire. Ma la parte venatica del cane da caccia sicuramente viene mitigata e sopita dall’istinto del cane da guardia, che della caccia non gliene frega nulla. Quindi, e chiedetelo a un allevatore qualsiasi, un ibrido dovrebbe avere minor istinto di predazione. Magari aggredire un essere umano, rubargli il cibo, ma non predare. Tra predazione e aggressione c’è una differenza abissale. Il lupo, al contrario, più è lupo e più conserva il lato predatorio. Per cui si ribalta totalmente la favola che viene raccontata. Poi la continua frittata del lupo che teme l’uomo, e che non può essere lui che si avvicina agli umani predandogli figli e animali, appartiene a un copione perso in decenni di mancata persecuzione del lupo. Avendo ormai assimilato, totalmente nel suo istinto e Dna, la mancanza di pericolo dell’uomo non lo teme più. Continuare con queste favole metropolitane non tranquillizza nessuno. Ma anzi, visti i fatti, fa perdere fiducia nelle tante comparsate propinate dalla Tv. E arriviamo alla tanto decantata ”cattura”, la quale ovviamente dovrà essere “assolutamente indolore” per poi metterlo in una “area specifica”. Vera e crudele condanna per qualunque animale selvatico. Il massimo del male che gli si può fare. Catturare un animale selvatico è difficilissimo: operatori che passano giornate a cercare di individuare il soggetto per sottoporlo a telenarcosi. Chi chiacchiera, e non l’ha mai fatta la telenarcosi, non sa che tali fucili debbono avere il bersaglio dei glutei dell’animale al massimo a 10-15 metri. Perché non sono precisi. Per cui task force, veterinari, droni, personale nei boschi, possono impiegare mesi per catturare. E spesso non ci si riesce. Peggio ancora, aspettare che entri in una gabbia. Per poi farne cosa? Ibrido, lupo, mezzo caimano o mostro a due teste, lo autorizza l’Ispra, animali altamente problematici vanno abbattuti, pardon, “rimossi”(altrimenti qualcuno si spaventa). Cosa molto più veloce e risolutiva. Non importa da quale Dna provengano. Tutto questo non aiuta il lupo. Anzi, condanna tantissimi lupi a soluzioni fai da te, la cosa peggiore. I pietisti, gli incompetenti, coloro che chiacchierano sapendo di chiacchierare e tutte le associazioni animaliste che ci fanno tanto business, debbono occuparsi della protezione di cani e gatti abbandonati. Compito altamente qualificante e che va fatto con la massima cura. Il resto a chi dice e applica la verità.




