Nello Stato dell’Idaho è stato approvato un provvedimento bipartisan che apre una consultazione pubblica (entro il 3 novembre 2026) per la scelta di un’arma che rappresenti il simbolo dello Stato. Il progetto è giustificato dal fatto che nel 2026 ricorrono i 250 anni dalla fondazione sia dello Stato, sia della federazione. A commento del progetto si osserva che “Nella storia degli Stati Uniti la milizia militare era già armata con armi lunghe nelle guerre di indipendenza. Le armi poi hanno favorito l’espansione. Nell’Idaho gli esploratori Meriwheter Lewis e William Clark, nel 1805-1806, hanno dipeso dai loro fucili per sopravvivere mentre attraversavano la Natura dell’Idaho, cacciando e proteggendosi dai pericoli”. Le opzioni sul piatto presentate sono diverse: Il Winchester mod. 1894 in 30-30, Winchester mod. 1873 in 44-40, la Colt Peacemaker in .45 Colt, il fucile M1 Garand in .30-06, la Colt mod. 1911 in .45 Acp e la Remington bolt-action mod. 700 in .30-06.
In realtà quella dell’Idaho non è una iniziativa inedita, sono già 10 gli Stati dell’Unione statunitense ad aver adottato ufficialmente un’arma “simbolo dello Stato”. Per l’Alaska per esempio è la carabina Winchester 70 pre-’64, in Arizona è il revolver Colt Single action army, ma non sono state nominate solo armi a retrocarica: in Kentucky infatti il simbolo dello Stato è l’omonimo fucile a pietra focaia, così in Pennsylvania è il Pennsylvania long rifle, in Missouri l’Hawken rifle, in Texas il revolver Colt Walker.
Anche l’Italia potrebbe avere un’arma-simbolo dell’unità nazionale? E quale potrebbe essere? Forse quel fucile 1891 che ha accompagnato i nostri progenitori per quasi un secolo, attraverso due guerre mondiali e oltre, fino agli anni Settanta? Ma ve lo immaginate un qualsiasi politico italiano che si azzardasse a fare una proposta del genere? Decisamente, gli Stati Uniti sono un altro mondo…




