Radom Lkm, la prima Lmg polacca

La Fb Radom polacca ha realizzato la prima mitragliatrice leggera di progettazione nazionale in 5,56x45: si chiama Lkm, con canna di 18 pollici e bipiede pesa 6.000 grammi

Al salone Mspo di Kielce, in Polonia, è stata presentata la nuova mitragliatrice leggera Lkm di Fb Radom: è il debutto della Polonia nella produzione autonoma di Lmg in calibro 5,56×45 Nato.

Progettata con gli istituti militari Wat – Wojskowa Akademia Techniczna e Witu – Wojskowy Instytut Techniczny Uzbrojenia  per affiancare la linea Msbs Grot, l’arma funziona a sottrazione di gas con pistone a corsa corta, otturatore rotante e sparo a otturatore aperto, offrendo una cadenza di 650-700 colpi/minuto. Dispone di canna pesante a cambio rapido da 15 pollici (381 millimetri) o 18 pollici (457,2 millimetri), selettore ambidestro a tre posizioni (sicura, semiauto, raffica), leva di armamento abbattibile sul lato sinistro e presa gas regolabile su tre livelli. L’alimentazione sfrutta nastri M-27 in borse morbide o cassette rigide. Il fusto in lega leggera, stampato e alleggerito tramite scassi, mostra ampio uso di viti, probabilmente per la tenuta dei componenti interni. Il peso stimato oscilla tra 5.500 grammi (canna da 15 pollici senza bipiede) e 6.000 grammi con bipiede e canna da 18 pollici (lunghezza di 980 millimetri). L’architettura dell’arma rivela un’accurata ricerca della modularità funzionale, pensata per consentire un’integrazione immediata sui veicoli tattici e sulle stazioni remote di tiro di concezione moderna. Particolare attenzione è stata dedicata al bilanciamento dei pesi, volto a minimizzare il rilevamento durante le raffiche prolungate in modalità automatica. Inoltre, la presenza di slitte di fissaggio integrate sul coperchio di alimentazione e sull’astina paramano garantisce la piena compatibilità con sistemi di puntamento optoelettronici, visori notturni e puntatori laser di ultima generazione. Questa soluzione tecnica riempie un importante divario capacitivo per l’esercito polacco, assicurando un’autonomia industriale strategica nella produzione di armi di squadra in calibro 5,56×45 Nato soddisfatta, in precedenza, con il ricorso a produzioni estere.