A che punto siamo con lo statuto Uits? E cosa conterrà questo famigerato statuto? A queste domande cerca di rispondere il commissario straordinario Walter De Giusti, con un messaggio (ancorché non firmato) pubblicato sul sito ufficiale della federazione, nel quale vengono fornite alcune “linee guida” su quale sarà il percorso da affrontare nelle prossime settimane. Nel comunicato si riassumono i contenuti del decreto legge 108 (convertito in legge 142 del 4 agosto 2026), per quanto riguarda il riordino dell’Uits, e si evidenziano alcuni elementi che dovranno ispirare il nuovo statuto: uno di questi è la volontà di coinvolgere i presidenti di sezione, perché “chi tiene aperti i poligoni ogni giorno possiede un’esperienza di cui la costruzione delle procedure operative ha bisogno”, anche se ci si affretta a precisare che, più che nella definizione dello statuto, “È nella definizione delle disposizioni attuative e delle procedure operative che l’Unione intende valorizzare l’esperienza di tutte le componenti, dalle Sezioni ai rappresentanti degli atleti e dei tecnici”. Un secondo elemento importante che si desume dal testo è quello relativo alle agibilità e soprattutto alle direttive tecniche, il commissario infatti mette in chiaro che “L’Unione procederà alla riscrittura delle linee guida e all’aggiornamento delle direttive tecniche in materia di sicurezza, nel rispetto del procedimento previsto dalla legge. Un approccio nuovo, atteso da tempo, con procedure più snelle e uniformi, coerenti con il progresso dei materiali, delle tecnologie e degli impianti, mantenendo la sicurezza come requisito imprescindibile”.
Il terzo elemento che si può desumere dal testo, è relativo al fatto che il commissario stesso sembra mettere in chiaro che il suo mandato durerà più dei famosi 90+30 giorni previsti dal decreto, per la messa a punto dello statuto e del regolamento di amministrazione e contabilità: a questa conclusione si perviene leggendo la parte in cui si sottolinea che “Lo Statuto non è un atto che si perfeziona esclusivamente all’interno dell’Unione. È approvato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con l’Autorità politica delegata in materia di sport, previa intesa con il CONI limitatamente alla parte concernente l’ordinamento sportivo e il funzionamento dell’Istituzione sportiva” e che “Il mandato affidato al Commissario è finalizzato ad assicurare una transizione ordinata e regole conformi al nuovo quadro legislativo, a tutela delle Sezioni, degli atleti, dei tecnici, degli iscritti e dei tesserati e della legittimazione dei futuri organi”.
Il testo del comunicato ha già avuto una prima risposta: quella del noto tiratore e medaglia olimpica Roberto Di Donna, che a esso ha risposto con un video pubblicato su Instagram, nel quale avanza la propria candidatura per il ruolo di presidente della componente sportiva della federazione (secondo quanto previsto dal riordino), per “mettere al servizio dei presidenti e di tutti gli appassionati del Tiro a segno la mia lunga esperienza, iniziata 40 anni fa come tiratore, proseguita come allenatore e poi come direttore tecnico. Un impegno di confronto, di concretezza e di serietà per cercare di portare avanti la nuova fase del tiro a segno”.




