Se c’è una parola che piace al nostro popolo animalista è “scientifico”. Qualunque sia l’argomento, che riguarda la nostra fauna, loro non accettano nulla se non sia stato registrato e brevettato come “scientifico”. Ma cosa vuol dire questa parola che va così tanto di moda nel loro lessico quotidiano? Ce ne dà l’occasione di parlarne, manco a dirlo, la Lav di Benevento. La quale fa una bella sviolinata verso gli agricoltori “che non possono essere lasciati soli”. In realtà gli animalisti l’hanno sempre fatto, forse adesso cominciano ad accorgersi della svista. O meglio, magari serve loro qualcosa da parte degli agricoltori? Dopo averli sempre accusati di tutto, hanno capito che i problemi veri con la fauna ce li hanno davvero, e adesso cercano di farseli riuscire simpatici. Per cui “…Siamo consapevoli dei danni che possono interessare le colture, delle difficoltà vissute dagli agricoltori…”. Ma ecco che arriva il chiarimento che “…però, servono risposte serie, scientifiche…”. Quindi non può essere la caccia di selezione dicono, abbattimenti affidati ai cosiddetti “bioregolatori”. Ed ecco le loro soluzioni: abbandonare i metodi cruenti e investire nelle alternative non letali. Come il vaccino GonaCon, per adesso solo iniettabile. Che, loro decantano, farebbe miracoli. E come, di grazia, dovrebbe essere somministrato? Non arriveranno speriamo, a credere di iniettarlo dopo la cattura di ogni singolo esemplare. Perché non è possibile che non sappiano quanti soldi ci vogliono per catturare una decina di cinghiali tra personale, tempo e gestione prima, dopo e durante. Quindi spargeremo nelle campagne pillole e mangime vario? E come si farà a non farlo prendere ad altri animali? Ce lo scriviamo sopra? Visto un milione circa di cinghiali in Italia, quante centinaia di tonnellate ne dobbiamo seminare in giro? Inquinerà? Così, tanto per sapere. Andrà a finire poi nelle falde idriche che beviamo anche noi umani? Qualunque animale, cinghiali per primi, non sarebbero più commestibili. Quindi nel dubbio tutti gli animali di tutte le specie andrebbero smaltiti a migliaia. Per cui dovremmo creare un’industria con migliaia di addetti per raccogliere, catalogare, conservare, trasportare, smaltire migliaia di carcasse. E che ci facciamo con le centinaia di tonnellate di residuo? E infine, dove stanno i piani, gli studi, le ricerche avvalorate da risultati tutti positivi del successo di tale prodotto? E scusate, anche ammettendo che il sistema abbia una efficacia pari al 100 per cento, che facciamo, estinguiamo una specie? Niente nati, gli adulti muoiono sterili e fine della specie cinghiale? Ma non sono loro, quelli che li vogliono salvare, gli animali? Per cui, tornando allo “scientifico”, quando pronunciano la parola magica cosa intendono? A noi sembra tanto fumo negli occhi per i loro simpatizzanti e iscritti, per far capire che “i cattivi cacciatori, vedrete, li faremo sparire”. Ovvero tanta aria fritta per poi ritornare all’unica soluzione che a loro non piace. Ma che tutto il mondo scientifico stavolta, dopo aver valutato e studiato, indica possibile. Ovvero censire, studiare, calcolare, fare piani di valutazione, tutto da parte della scienza. E poi affidare il lavoro del piano di abbattimento ai “bioregolatori”. Ovvero agli unici capaci di farlo. Gli unici capaci di sapere come si muove, dove va, come si fa ad abbattere un animale con il minor male possibile. E che eliminano anche il problema dello smaltimento. Perché dopo averlo portato via, fatto analizzare e registrare… lo mangiano. Ovvero sempre noi cacciatori. Perché la scienza, fatto il piano, scientifico s’intende, poi non fa altro e ci passa la palla. A noi, i “bioregolatori”. Che regoliamo il piano fatto da altri. Non ci inventiamo nulla. Siamo esecutori. Senza peccato e senza profitto. E abbiamo anche studiato e fatto esami per questo. E chi se no? Chiamiamo i ragazzi del supermercato all’angolo e lo facciamo fare a loro? O al nostro amministratore di condominio? Creiamo magari un altro esercito di 300.000 persone che lo farebbero a pagamento con tanti soldi per equipaggiarli tutto a spese dello Stato, ovvero dei cittadini? Farebbero meno male le uccisioni fatte da questi? I nostri animalisti, Lav per prima, se ne facciano una ragione. Noi selecontrollori, e cacciatori formati, serviamo. Al contrario di loro che sono troppi con circa 80 associazioni animaliste, e che non servono proprio a nulla. Perché non sono protezionisti, ma solo animalisti. E fanno solo confusione e incompetenza, mettono i bastoni tra le ruote, spillano soldi per salvataggi che non salveranno mai nulla, e intralciano la vera scienza tutte le volte che vuole rimuovere un animale problematico o riequilibrare una specie troppo invadente.
Scientifici? Basta che non siano abbattimenti!
Torna in auge presso la narrazione animalista, il contraccettivo per limitare la presenza dei cinghiali e i conseguenti danni alle coltivazioni. Peccato che a tutt'oggi non sia dato sapere come possa essere applicato il prodotto, le differenti soluzioni sembrano una più impraticabile dell'altra




