Con sentenza n. 1.438 del 26 gennaio 2026, il Tar del Lazio, sezione prima ter, ha accolto il ricorso di una donna guardia particolare giurata, alla quale era stato ritirato il porto d’armi e le relative armi perché, durante le operazioni di pulizia dell’arma a casa, era partito un colpo che aveva ferito il marito, anch’egli Gpg. Inizialmente l’autorità di ps aveva accusato la donna di aver fatto partire lei il colpo che aveva ferito il marito al ginocchio, ma poi era emerso dall’inchiesta giudiziaria scaturita dal fatto, che era stato il marito stesso a farlo partire, mentre stava pulendo le armi di entrambi. I giudici, nell’accogliere il ricorso, hanno argomentato che “Ferma restando l’ampia discrezionalità che connota il potere valutativo dell’amministrazione in materia di licenza di portare armi, a tutela degli interessi primari della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico, non va dimenticato, invero, che la discrezionalità deve essere esercitata in coerenza con la situazione di fatto, oggettivamente esistente e mediante la formulazione di una congrua motivazione circa le ragioni, concrete e attuali, che portano a escludere il rilascio o il rinnovo della licenza. In tema di autorizzazione a portare armi, il potere discrezionale della pubblica amministrazione deve rispettare i canoni tipici della discrezionalità amministrativa, sia sotto il profilo motivazionale, sia sotto quello della coerenza logica e ragionevolezza, dandosi conto in motivazione dell’adeguata istruttoria espletata al fine di evidenziare circostanze di fatto effettivamente ostative all’autorizzazione o tali da giustificarne la revoca. Nel caso in cui il titolare dell’arma sia una guardia particolare giurata, deve, altresì, condividersi l’orientamento secondo cui “L’autorità di P.S. deve specificamente motivare in relazione agli elementi concreti che, nel caso di specie, abbiano indotto a sospettare delle garanzie di buona condotta nella detenzione e nell’uso delle armi da parte di una guardia particolare giurata”; con la precisazione che “Dal provvedimento. dovranno emergere chiaramente le ragioni per le quali, in base all’istruttoria, la valutazione della personalità complessiva del soggetto, della sua storia di vita pregressa e delle presumibili evoluzioni del suo percorso di vita abbia condotto l’autorità a determinarsi nel senso di vietargli la detenzione e/o il porto delle armi, avendolo ritenuto allo stato pericoloso o comunque capace di abusarne”, specie se “il titolo abilitativo di P.S. del porto di pistola incide sulla capacità lavorativa dell’interessato, in quanto guardia particolare giurata, e quindi sulla capacità di produrre reddito e di reperire risorse per il sostentamento personale e della propria famiglia”, sicché va “…contemperato il danno da perdita di ogni fonte di sostentamento, derivante dalla privazione della possibilità di svolgere servizio presso altro datore di lavoro” (cfr. Tar Catania, n. 386/2025; Tar Campania, sentenza n. 1391/2020 e n. 4482/2019). Nel caso di specie, la revoca oggetto del ricorso è fondata su un’unica circostanza di fatto, ossia che la ricorrente, guardia particolare giurata, mentre era intenta a pulire la succitata arma, avrebbe esploso accidentalmente un colpo in danno del suo compagno, ferendolo. Tuttavia, le conclusioni cui è pervenuta la Procura di Viterbo, confermate dal decreto del Gip, in atti, smentiscono del tutto le circostanze a fondamento della revoca, evidenziando un diverso svolgimento dei fatti, ossia che il compagno della ricorrente, “che si trovava seduto al tavolo al fine di effettuare la manutenzione, avuta l’arma, armava la pistola dalla quale partiva un colpo che lo feriva al ginocchio…”, tale per cui “Nessuna violazione deve ritenersi sia stata, conseguentemente, commessa dall’odierna indagata in relazione all’affidamento al predetto, ai soli fini della pulizia, dell’arma de qua”.
Parte un colpo durante la pulizia: il Tar ridà l’arma alla Gpg
Il Tar del Lazio si è pronunciato sulla illegittimità del ritiro del porto d’armi in carico a una donna Gpg, perché il marito, anch’egli Gpg, pulendo le armi di entrambi aveva fatto partire un colpo ferendosi a un ginocchio




