Lupo ancora in azione

Ancora un attacco da parte di un presunto lupo, questa volta a Castell'Arquato, nel Piacentino: vittima un cinquantottenne che si era accucciato per chiudere il garage ed è stato aggredito, difendendosi con calci e pugni

Stavolta a Castell’Arquato, nel Piacentino. Un uomo di 58 anni era intento a chiudere il suo garage di prima mattina nella località Piani Castellani. Mentre era in ginocchio, armeggiando con la serratura, è stato colpito improvvisamente da un lupo con una zampata al volto, poi al collo e a una gamba. Il 58enne ha ingaggiato una colluttazione, reagendo come poteva. “Gli ho dato un pugno in testa, ma non mi mollava. Poi ho provato con un calcio sotto la pancia e finalmente se ne è andato”. Lo stesso riferisce, anche su giornale locale, che sono 30 anni che vive in zona. E di lupi ne ha sempre visti. “Le altre volte, appena mi hanno visto, sono scappati. Questa volta è stato diverso”. Successivamente medicato al Cau di Fiorenzuola per i numerosi graffi e sottoposto a profilassi antirabbica, a breve anche i carabinieri forestali lo incontreranno per avere maggiori informazioni. Naturalmente, come sempre, aspettiamo più particolari sul tipo di animale ma sempre più, alla parallela sufficienza con cui i soliti tifosi del lupo prendono queste notizie, viene ormai sempre più spesso confermato (come nel caso di Noicattaro) che si tratta di sua maestà il lupo. O ibrido come di rigore bisogna dire, altrimenti qualcuno si arrabbia. Che nei confronti dell’aggressione cambia assolutamente nulla. Ma è l’ultimo escamotage a cui le ben conosciute associazioni ormai fanno sempre ricorrenza. Invece facciamo notare una cosa, che potrebbe avere il suo peso. Un uomo adulto valido difficilmente, anzi mai, può rappresentare per un lupo solitario una preda gestibile. Per le sue dimensioni, come abbiamo detto altre volte, ma soprattutto per il suo peso, in quanto il predatore non consuma quasi mai una preda dove l’ha attaccata, se può la porta sempre via per consumarla lontano e in tranquillità. Ma il nostro malcapitato era in ginocchio. Quindi immagine di una mole minore, e soprattutto una visione da parte del predatore di un qualcosa di più gestibile. E infatti, nelle tante aggressioni che ci sono state tutte documentate, ecco perché sempre sono stati presi di mira bambini. Piccoli, poco pesanti e facilmente trasportabili. A tal proposito, parlando di “randagi” o “ibridi”, che fine fanno tutte le analisi dei vari Dna raccolti in tantissime occasioni e mai, ripetiamo mai, resi noti nei casi in cui ci si balocca sempre con la scusa di questi scambi di canide? Tutto ben nascosto con il beneplacito di moltissima stampa che come sempre ha paura di far torto ai signori animalisti pubblicando qualcosa al riguardo. A meno che non sia proprio eclatante e accaduto sotto gli occhi di tutti, o troppi. Infatti anche in questo caso, dopo giorni, solo un giornale locale aveva dato la notizia e nessun riporto sulle piattaforme più importanti ben note, a cui tutti magari ci rivolgiamo. Stampa libera oppure ostaggio del comune pensare sul “loro amico lupo”?