La Commissione elvetica per la politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (Cps-S) ha confermato la scelta della nuova pistola d’ordinanza della confederazione, raccomandando la conclusione della procedura di acquisizione. Questo taglia la testa, di fatto, alle polemiche circa le lamentate deficienze tecnico-operative che erano contenute nei verbali relativi ai test militari nella fase di valutazione.
La discussione in seno alla commissione, peraltro, non ha riguardato gli aspetti tecnici, bensì finanziari: una mozione di minoranza aveva proposto di ritardare l’adozione della nuova pistola semiautomatica a vantaggio di un maggior stanziamento (50 milioni di franchi) a favore delle tecnologie per la protezione dagli attacchi di mini droni. La maggioranza ha tuttavia confermato lo stanziamento per la commessa, argomentando che la nuova pistola d’ordinanza “soddisfa tutti i requisiti in materia di sicurezza, è più economica rispetto ai modelli concorrenti e, grazie al fatto che viene prodotta in Svizzera, rafforza la sicurezza dell’approvvigionamento”.




