La Colombia passa al Jaguar

L’avvio della produzione in serie del nuovo fucile d’assalto nazionale rappresenta una svolta strategica cruciale per la Colombia, accelerata dalla rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele avvenuta nel 2024

La rottura diplomatica tra Colombia e Israele ha interrotto la catena di approvvigionamento e supporto tecnico per i fucili Galil Ace (progettati dalla israeliana Iwi e precedentemente assemblati su licenza da Indumil), spingendo la nazione verso la totale sovranità tecnologica nel settore della difesa. Dopo l’annuncio iniziale della fine dello scorso anno, la presentazione ufficiale e l’annuncio dell’adozione progressiva sono avvenuti l’8 maggio scorso, attraverso un comunicato congiunto della presidenza della repubblica colombiana (guidata da Gustavo Petro) e dell’azienda statale produttrice Indumil (Industria Militar de Colombia), presso la fabbrica di armi e munizioni General José María Córdova a Soacha, Cundinamarca.

Il Jaguar è la prima arma lunga d’assalto interamente concepita, progettata e prodotta in Colombia, è stata sviluppata nell’arco di cinque anni (a partire dai requisiti operativi del 2020) integrando le richieste congiunte di Ejército, Armada, Fuerza Aérea e Policía Nacional. Il nome Jaguar tra l’altro, è stato scelto dopo un concorso pubblico che chiedeva suggerimenti per un nome appropriato per il nuovo fucile nazionale.

L’arma è camerata per il 5,56×45, adotta sistema con pistone a corsa corta, discostandosi quindi dal precedente pistone tradizionale di derivazione Kalashnikov del Galil, il Jaguar incorpora circa il 65% di polimeri ad alta resistenza e solo il 35% di leghe metalliche e acciai speciali, il Galil Ace invece, era composto al 70% di acciaio e al 30% di polimeri. La piattaforma è stata progettata come arma modulare per adattarsi alla complessa geografia colombiana (giungla, montagna, contesti urbani). Sono previste tre lunghezze di canna: 8 pollici (203 mm) per operazioni speciali e contesti urbani (Cqb), 13 pollici (330 mm) in configurazione carabina per truppe regolari e polizia,  18 pollici (457 mm) in configurazione per tiratori designati (Dmr). I comandi sono completamente ambidestri (selettore di tiro, sgancio caricatore e leva di armamento) e sistema di interfaccia superiore e inferiore tramite guide Picatinny continue, per l’integrazione di ottiche in quella superiore, designatori laser e torce tattiche sulle altre, ha manetta di armamento tipo T-handle di derivazione Ar15; la cadenza di tiro teorica è compresa tra i 680 – 880 colpi al minuto mentre il peso a vuoto e con canna da 13 pollici, è di 2.950 grammi.
Più dell’85% dei componenti è fabbricato internamente, Indumil stima un costo di produzione per unità inferiore del 25% rispetto alle piattaforme straniere precedentemente importate, posizionando il prezzo stimato tra i 1.000 e i 1.400 dollari a pezzo.