Venti sezioni del Tiro a segno nazionale hanno scritto una lettera al commissario straordinario Uits, Walter De Giusti, stigmatizzando i contenuti dell’articolo pubblicato pochi giorni or sono dal Corriere dello sport: “Il testo”, è scritto nella missiva, “ha suscitato profonda contrarietà e indignazione, poiché restituisce un’immagine distorta, offensiva e gravemente lesiva dell’intero sistema del Tiro a segno nazionale. Le sezioni Tsn vengono rappresentate come realtà arretrate, prive di controllo e caratterizzate da comportamenti censurabili, con la sola eccezione di una specifica realtà territoriale elevata arbitrariamente a modello nazionale. Una narrazione che non trova riscontro nella realtà dei fatti e che mortifica il lavoro svolto da centinaia di dirigenti e migliaia di soci.
I presidenti delle Sezioni sono pienamente consapevoli delle criticità che possono esistere e della necessità di migliorare costantemente l’organizzazione del sistema. Tuttavia, respingono con fermezza ogni tentativo di delegittimare l’intera rete associativa attraverso generalizzazioni, insinuazioni e rappresentazioni caricaturali che finiscono per danneggiare l’immagine dell’Unione, delle Sezioni e di tutti gli appassionati che lavorano nel rispetto delle regole. Particolare preoccupazione desta il fatto che tali contenuti possano essere percepiti come espressione di una linea condivisa o comunque tollerata dagli organi di vertice dell’Unione. Per questo motivo riteniamo indispensabile una presa di posizione chiara e inequivocabile a tutela della dignità delle sezioni Tsn, del ruolo dei presidenti democraticamente eletti e del patrimonio di competenze costruito negli anni sul territorio nazionale. I presidenti chiedono che venga riaffermato il valore della rappresentanza democratica delle sezioni e che ogni progetto di riforma o riorganizzazione venga affrontato attraverso il confronto, la trasparenza e il coinvolgimento degli organismi rappresentativi, evitando percorsi calati dall’alto che rischiano di generare ulteriori divisioni”.
Hanno firmato la lettera i presidenti di Cremona, Arezzo, Asiago, Bardolino, Bassano del Grappa, Busto, Cagliari, Carovigno, Caserta, Cividale del Friuli, Como, Lonigo, Messina, Palmi, Pesaro, Piombino, Ponte San Pietro, Tolentino, Trieste e Vittorio Veneto.




