Riforma 157/92: animalisti scatenati

Continua la sequela di affermazioni false e distorte per creare lo scandalo pubblico intorno al ddl di riforma della legge sulla caccia, che dopo l’ok del Senato passa alla Camera. Con tanto di liste di “proscrizione” per i senatori

Alla vergogna non c’è mai limite. Ci riferiamo a tutte le polemiche che scaturiscono dai tentativi più o meno maldestri che le associazioni animaliste continuano a mettere in atto per portare dalla propria parte i cittadini, rifornendoli di false notizie e interpretazioni personali nei confronti della legge di riforma della 157/92 sulla caccia.

Basterebbe leggere con attenzione il testo licenziato dal Senato, per smentire le tante incongruenze e montature che una categoria evidentemente disperata cerca di stravolgere per far naufragare un percorso di modifica di una legge vecchia 30 anni. Sorvoliamo sui vari appelli che stanno facendo su tutti i social, al parlamento europeo e sui mass media radiofonici e televisivi, nei quali sbraitano per esempio di un terrificante aumento delle specie cacciabili. In realtà solo piccione domestico e oca selvatica. Per chi non lo sapesse il suddetto piccione è colui che obbliga allevatori e agricoltori a dare obbligatoriamente medicinali, disinfettanti e antiparassitari per le deiezioni che i suddetti volatili fanno nelle mangiatoie degli allevamenti aperti o parzialmente chiusi. L’oca selvatica è colei che, vivendo e atterrando in branco sui campi di grano appena spuntato, in una notte “pulisce” qualche ettaro di coltivazioni. Non è in alcun modo una specie minacciata d’estinzione, è cacciata in tutti gli Stati e se viene dissuasa nei luoghi che frequenta non si tocca assolutamente la sua consistenza. Il massimo dell’ipocrisia è poi il millantato “declassamento” dell’Ispra. I suoi pareri non sono mai stati vincolanti. Se adesso ne denunciano la possibilità di eluderli vorremmo sapere perché, quando l’ente dichiara che certi orsi possono essere rimossi per constatato pericolo, loro stessi si sono sempre opposti a oltranza. Oppure quando l’Ispra dice che, vista la consistenza accertata del numero dei lupi in Italia, si può tranquillamente procedere al prelievo preventivo dal 10 al 15% l’anno del numero stabilito, gli animalisti si barricano negando ogni possibilità di farlo. Allora sono loro o noi che obbediamo all’Ispra solo quando fa comodo e non ne riteniamo vincolanti i pareri? Ma tornando alla vergogna di cui parlavamo in apertura, lo stesso Wwf ne ha raggiunto il brevetto esclusivo quando, con proclama intimidatorio, ha reso pubblici i nomi degli 80 senatori che avrebbero avuto l’ardire di votare a favore del Ddl caccia. L’iniziativa appare platealmente vendicativa e ricattatoria, essendo accompagnata dalla dichiarazione che sarebbe “importante che le italiane e gli italiani sappiano chi ha voluto, nonostante gli autorevoli appelli arrivati negli ultimi mesi, approvare una proposta di legge-vergogna come il Ddl Caccia selvaggia. E’ giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che alle prossime elezioni ogni elettrice e ogni elettore ne tenga conto nel momento in cui sceglierà chi mandare in Parlamento”. E con questo abbiamo anche spiegato perché attori, cantanti, politici, influencer, giornalisti vari e personaggi di spicco, hanno poi tanta paura a mantenere opinioni a nostro favore. Perché lor signori suddetti hanno, o credono di avere, il potere di fargli perdere voti e consensi. Tanto per chiarire.