La vicenda parte da lontano: precisamente dalle contestazioni che l’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali ha fatto, fin dalla sua nascita, alla suddetta Task Force lupo che la regione Toscana, con il suo presidente Eugenio Giani, aveva voluto per osservare, valutare, stabilire tutto ciò che concerneva i problemi che la presenza dei lupi porta ormai abitualmente per le genti della regione stessa. Noi da indipendenti avevamo seguito spesso le vicissitudini e, soprattutto, le conclusioni di questa Task force nei confronti delle varie incursioni lupesche, trovandole a nostro giudizio tendenti alla banalizzazione del problema. Il massimo del “revisionismo” l’abbiamo potuto constatare seguendo l’episodio del Lupo di Orbicciano. Come si ricorderà un lupo era entrato in un giardino dove, a momenti alterni, erano presenti il proprietario, la moglie e un bambino di due anni assieme al loro cane. Il lupo aveva predato il cane, che non era certo un cucciolino ma si aggirava su una stazza di circa 20 kg, uccidendolo e portandolo via. Logicamente, oltre al dolore della perdita del cane, tutti si erano sollevati pensando che il bambino fosse stato a sua volta a rischio. Subito era partita la grancassa animalista dicendo che nessuna delle persone era in giardino, ma solo il cane, che il lupo sarebbe stato attirato dalla preparazione di un barbecue del padre e che quindi il “povero” animale aveva fatto il lupo, prendendosi il cane. Anche il sindaco, per arrotondare gli spigoli, aveva detto dopo che tutto era andato così e che quindi non c’era stato alcun “pericolo scampato”. I genitori intervistati nelle ore seguenti hanno confermato invece tutto quello che anche noi avevamo scritto: ovvero che il bambino faceva dentro e fuori dal giardino, la porta era aperta e altrettanto facevano i genitori e che nessun barbecue era in allestimento o in uso. Per cui il lupo era entrato autonomamente e per caso fortuito aveva preso quello che era disponibile in quel momento, ovvero il cane. Ma se ci fosse stato il bambino la tragedia sarebbe stata completa. La Task force, manco a dirlo, aveva dato tramite il suo presidente Luca Mattioli, la soluzione buonista sul caso, senza peraltro riscontri diretti sull’accaduto. A questo punto l’Associazione vita rurale aveva constatato uno “sconclusionato comunicato stampa sulla vicenda del lupo di Orbicciano”. Oltretutto un consulente della stessa Task Force, Duccio Berzi anch’esso in qualche occasione contestato dall’associazione su certe posizioni, ha smentito anche lui il suddetto comunicato. Quindi Tutela Rurale ha chiesto tramite raccomandata al Presidente Giani, fornendo dettagli e valutazioni anche legali, la rimozione dall’incarico del presidente Luca Mattioli, chiedendo di “…riorganizzare la struttura con un approccio più rispettoso di semplici cittadini, associazioni, e operatori del settore…”. Accusando anche che “…la Task Force non produce alcun report liberamente consultabile dai cittadini…”. Portando a esempio anche altre aggressioni di lupi, delle quali non sono mai state rese le risultanze delle varie indagini. Sempre sul caso di Orbicciano, l’associazione ha sottolineato la totale contraddizione nei comunicati, atti a voler solo invalidare le ipotesi del pericolo corso e non prendendo in considerazione le parole del padre stesso del bambino. “Ma l’unico testimone è stato il padre (del bambino) Tommaso Cerri, il quale ha smentito per iscritto, specificando anche che non stava facendo alcuna grigliata come invece si fa circolare ad arte, e il suo bambino di due anni si trovava fino a pochi minuti prima in cortile a una decina di metri dal padre, così come il cane, e che era entrato, vista la porta aperta di casa, miracolosamente appena prima. Cosa confermata dal padre e dalla madre Paula”. Il comunicato continua che la versione adotta dalla Task force è “una versione non veritiera dei fatti…”. Anche a noi la Task Force ha sempre dato l’impressione di stare più dalla parte del lupo che delle persone, forse troppo preoccupata e pressata da diverse testate animaliste che subito avevano, come sempre, trovato il tempo più di negare che di vedere cosa effettivamente fosse successo.
Toscana: la task force lupo non convince
L'Associazione nazionale per la tutela dell'ambiente e della vita rurali scrive al presidente della Toscana Eugenio Giani, chiedendo la rimozione del presidente della Task force lupo per una gestione ritenuta troppo appiattita su posizioni animaliste




