Tra i provvedimenti di grazia siglati in questi giorni dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c’è anche quello di Guido Gianni (in foto), una vicenda che per molti versi ricorda quella di Mario Roggero, anche se molte delle fonti di informazione che hanno pubblicato la notizia si sono affrettate a precisare che “non bisogna accostare le due vicende”. Sta di fatto che, come Roggero, anche Gianni subì una rapina violenta nella sua gioielleria a Nicolosi (Ct), nel 2008. Anche lui, come Roggero, fu aggredito fisicamente e anche sua moglie (come la moglie di Roggero). Gianni fece fuoco inizialmente in aria, poi colpì alle spalle due dei tre malviventi e, per questo motivo, anche a lui non fu riconosciuta la legittima difesa, e fu condannato a 12 anni e 4 mesi di carcere. Dopo una pena espiata di cinque anni e tre mesi, anche a causa delle condizioni di salute, per il condannato è giunta la grazia presidenziale, sotto forma di estinzione parziale della pena per un ammontare di tre anni e due mesi di reclusione. Il residuo di pena, inferiore a quattro anni, consentirà al tribunale di sorveglianza l’applicazione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. La richiesta di grazia è stata un’iniziativa della moglie che, nel 2018, aveva lanciato una petizione al riguardo. Coloro i quali evidenziano che questo non sia “un caso Roggero”, sottolineano come gli spari di Gianni siano stati comunque, è vero, esplosi alle spalle, ma nell’ambito di una azione che si stava compiendo nell’immediatezza della rapina, mentre Roggero ha fisicamente inseguito i ladri fuori dal negozio; altra differenza, Gianni si è immediatamente professato pentito del gesto, mentre Roggero, nel corso dell’intero iter processuale, non ha mostrato alcun segno di pentimento ma anzi ha affermato che nelle medesime circostanze lo avrebbe rifatto ancora.
Graziato il gioielliere che sparò ai banditi: un “caso Roggero”?
Tra i provvedimenti di grazia firmati in questi giorni dal presidente Mattarella c’è quello per Guido Gianni che, nel 2008, colpì alle spalle due rapinatori che avevano preso d’assalto la sua gioielleria




