Uits: il programma Prisma è partito

L’Uits ha annunciato l’avvio del primo “cantiere” per la realizzazione degli otto punti del programma Prisma, che punta alla “rinascita istituzionale, sportiva e di modernizzazione amministrativa”. Ottimo negli intenti, forse non ideale la scelta dei tempi, a meno che...

L’Uits ha dedicato ben due post sulla propria pagina Facebook per annunciare la partenza del programma Prisma: un progetto annunciato per la prima volta lo scorso maggio, attraverso otto “cantieri” posti sotto un “governo unitario”. Prisma si pone l’obiettivo, da raggiungere tra il 2026 e il 2028, di “Rinascita istituzionale, sportiva e di modernizzazione amministrativa”, ovvero (sempre secondo quanto riportato dall’Uits “cambia il modo in cui Uits lavora, decide e rende conto dei risultati”. Il primo “cantiere” è quello intitolato “comunicazione e brand”, e sempre secondo la federazione “tocca ogni sezione e ogni tesserato” per avere, secondo le promesse, “una federazione trasparente, connessa, misurabile”.

Gli altri punti del programma Prisma sono così intitolati: Dhs/PagoPa, Erp/processi, Attività istituzionali, Sistema sport, Performance, Audit e control room, Data platform.

Cosa significhi tutto ciò in concreto sarà verosimilmente chiaro in corso d’opera, per intanto Uits ci tiene a sottolineare che “Prisma non è solo sistemi, è soprattutto un percorso di change management: persone coinvolte dal primo giorno, competenze mappate, formazione dedicata, un pilota con le sezioni Tsn e Kpi condivisi per misurare davvero i risultati. Prima le persone, poi i sistemi. È così che si costruisce una trasformazione che dura”.

Se l’obiettivo è l’efficientamento burocratico dell’Uits, il programma Prisma è sicuramente benvenuto. Tuttavia riguardo alle tempistiche nelle quali ha preso l’abbrivio e nelle quali si prevede che si concluda, ci permettiamo alcune osservazioni. Innanzi tutto, già quando il programma fu annunciato per la prima volta, l’Uits era nel pieno del famoso processo di riordino che è culminato la scorsa estate con il decreto “sport” numero 108 del 26 giugno, convertito poi con legge n. 142 del 7 agosto. Riordino che è ancora a tutti gli effetti in corso, con la redazione da parte del commissario straordinario del nuovo statuto Uits e del relativo regolamento di contabilità, ai quali poi dovranno conformarsi gli statuti delle sezioni Tsn. Una volta messo a punto lo statuto e dopo il necessario processo di approvazione da parte dei soggetti che esercitano la vigilanza sull’Uits, dovrebbe (a questo punto il condizionale è d’obbligo) concludersi definitivamente la parentesi commissariale, con la nomina presidenziale della nuova guida del settore istituzionale della federazione e l’elezione per la dirigenza del settore sportivo. Ora, appare evidente che a prescindere dai meriti della piattaforma di efficientamento burocratico Prisma, una siffatta “rivoluzione copernicana” nei processi decisionali e gestionali dell’Unione (non siamo noi a dirlo, è l’Uits stessa) sarebbe dovuta per elementari ragioni di opportunità essere decisa e avviata dal nuovo presidente nominato, più che da un commissario straordinario teoricamente “in scadenza”. Teoricamente, appunto: l’unica chiave di lettura a questo punto è che l’attuale commissario straordinario sia stato già avvisato che il processo commissariale proseguirà fino alla conclusione del programma Sigma, quindi fino alla scadenza del quadriennio olimpico 2028, oppure che sia già stato avvisato che la nomina presidenziale del presidente della componente istituzionale sarà a suo favore. Se così è, sarebbe bello che la federazione, le sezioni e i soci ne venissero informati ufficialmente, anziché doverlo dedurre leggendo tra le righe i roboanti proclami.

Non possiamo esimerci, poi, riguardo al risultato della “trasparenza” che sarà uno dei traguardi del progetto Prisma, dal ricordare che la trasparenza sarebbe già uno dei requisiti richiesti all’Uits, sia in qualità di federazione sportiva del Coni, sia in qualità di ente pubblico istituzionale. Malgrado ciò, i soci e le sezioni Tsn (completamente esautorate dal proprio ruolo democratico associativo) continuano a lamentare la mancata pubblicazione dei bilanci consuntivi 2024 e 2025, da parte del commissario straordinario.