Il Parlamento australiano, in seduta straordinaria, ha approvato la proposta di legge che introduce ulteriori restrizioni sul possesso legale di armi, avanzata dal primo ministro Anthony Albanese all’indomani della strage di Bondi beach. Nella stessa sessione è stato adottato un provvedimento di legge che introduce restrizioni sui “discorsi d’odio” e sulle relative associazioni che diffondono tali discorsi.
Nel provvedimento sono previste restrizioni al possesso delle carabine a riarmo lineare (straight-pull) e per le armi lunghe con funzionamento a pompa. Inoltre, per le armi delle categorie A e B la capacità del caricatore viene portata da 10 a 5 colpi. Il numero massimo di armi detenibili per scopi “ricreativi” è ridotto a 4, i legali possessori di armi dovranno essere obbligatoriamente iscritti a un poligono. Non sarà possibile presentare una opposizione giudiziale alle decisioni di rigetto o di revoca di licenze in materia di armi da parte dell’autorità di pubblica sicurezza. Non sarà più possibile il possesso di armi da parte di soggetti che non sono cittadini australiani e il vaglio dei requisiti da parte dei richiedenti le licenze per l’acquisto e il possesso prevederà la condivisione delle informazioni con le agenzie di intelligence governativa.
Per quanto riguarda le armi rientranti nel divieto, sarà disposto un programma governativo di riacquisto (buyback), ma per fare sì che la norma diventi effettivamente operativa, i sui contenuti dovranno essere recepiti dai singoli Stati della federazione. Si prevede che il recepimento avvenga entro il prossimo giugno e che, quindi, la norma possa diventare a tutti gli effetti operativa dal prossimo luglio.




