Che il caso di Mario Roggero, il gioielliere del Cuneese condannato in via definitiva dalla Cassazione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo, sia destinato a far discutere per settimane è indiscutibile. Tuttavia ciò a cui assistiamo in queste ore è una vera e propria tribuna politica già a tutti gli effetti “pre-elettorale” che si gioca sul concetto di legittima difesa e che, come al solito, si traduce in un gioco a chi la spara più grossa senza curarsi di quello che è l’interesse per la verità dei fatti e soprattutto l’interesse per i cittadini “normali”.
Da sinistra è oggi un coro sincronizzato di ironie nei confronti del segretario della Lega Matteo Salvini: si sottolinea, infatti, che Roggero sia stato condannato “proprio con la legge voluta da Salvini nel 2019”. Il riferimento è alla riforma (la seconda in poco più di 10 anni, la prima fu approvata nel 2006) che la Lega aveva messo a punto e fatto approvare in Parlamento. Peccato che gli stessi critici evidenzino come a essere mancato, nel caso di Roggero, sia stato il concetto di “attualità” del pericolo e che questo concetto fosse già contenuto nella formulazione originale dell’articolo 52 del codice penale, così come fu promulgato ormai quasi un secolo or sono. Quindi il riferimento alla “legge voluta da Salvini” ha senso, forse, solo nella testa di qualcuno, non nella realtà di quanto accaduto.
Dalla parte opposta dell’emiciclo del Parlamento, rispetto ai suoi critici, è lo stesso Salvini a parlare di estendere ulteriormente la legge sulla legittima difesa: “La giustizia ha fatto una scelta diversa e noi come legislatori dobbiamo ragionare su come estendere ulteriormente il concetto di legittima difesa, perché non penso che sia una questione politica o partitica dirsi favorevoli a 14 anni e 9 mesi di carcere per un lavoratore 72enne incensurato che ha reagito all’ennesima rapina”.
Al di là del fatto che quello della legittima difesa è il tema “acchiappa consensi” per eccellenza della Lega di questi anni e che a guardare i sondaggi, la Lega potrebbe presto avere bisogno di “acchiappare” qualche consenso, a proposito di quanto accaduto, è appena il caso di ricordare tuttavia a Salvini che con nessuna fantomatica miglioria alla normativa sulla legittima difesa Roggero avrebbe potuto essere prosciolto dall’accusa: quanto è accaduto è stata a tutti gli effetti una esecuzione, seppur evidentemente determinata dall’esasperazione di anni di soprusi subiti. Ma non è neanche corretto affermare che i giudici non ne abbiano tenuto conto, ai fini della pena detentiva irrogata: 14 anni e 9 mesi per due omicidi possono esistere, nel nostro ordinamento giuridico, solo nel momento in cui si tenga ampiamente conto di elementi attenuanti. L’abnormità semmai è quella relativa al risarcimento economico e per questo lo stesso Salvini ha sottolineato anche che “Ci sono milioni di euro di richieste di risarcimento danni che rovinano una vita di lavoro e anche le generazioni a seguire, motivo per cui abbiamo approvato un disegno di legge che impedisce da qui al futuro, non può essere retroattivo ovviamente, la richiesta di risarcimento danni per ladri o rapinatori colpiti durante la commissione di un reato”. Un ddl tuttavia non è un decreto, dovrà passare attraverso il normale iter parlamentare e a questo punto c’è da chiedersi se da qui a fine legislatura si farà in tempo. Perché a proposito, per la riforma dello sport c’è “urgenza” tale da giustificare un decreto e per l’ennesimo adeguamento della normativa in materia di sicurezza no? Ma soprattutto, perché far passare come “già approvato” qualcosa che è ben lontano dall’esserlo?




