Riordino Uits: emendamenti “disattivano” il baratro

Nella seduta di ieri in Commissione cultura alla Camera, dieci emendamenti, tutti approvati, hanno “disattivato” alcuni degli aspetti più critici del riordino Uits: sparisce la figura dell’Ispettore Uits, addestramento degli obbligati e Dima restano di esclusiva competenza dei Tsn

Nella seduta che si è svolta ieri in Commissione cultura alla Camera, potrebbe essersi verificato un punto di svolta nella querelle che vede contrapporsi, sul riordino dell’Uits contenuto nell’articolo 8 del decreto 108 del 26 giugno, da un lato il commissario straordinario Walter De Giusti, dall’altro i presidenti delle sezioni Tsn e in generale il popolo dei tiratori. Una serie di emendamenti, tutti approvati, presentati da Federico Mollicone e Alessando Amorese di Fratelli d’Italia, dai leghisti Francesco Bruzzone, Vanessa Cattoi, Laura Cavandoli e Rebecca Frassini, intervengono in modo determinante su alcuni degli aspetti del documento che avevano attirato maggiori critiche. Stiamo parlando della figura dell’Ispettore Uits, che viene completamente cancellata (soppresso il comma 5), prevedendo in seno al consiglio direttivo della parte istituzionale Uits di un rappresentate delle sezioni Tsn e, per i compiti addestrativi, la figura degli istruttori di tiro. Inoltre, l’attività addestrativa per i soci obbligati e il rilascio dei Dima restano di esclusiva competenza delle sezioni Tsn, risultando quindi agli organismi affiliati la sola competenza per quanto riguarda il tiro ludico.

Purtroppo tra i punti che non sono stati oggetto di emendamento c’è il comma 15, altro punto estremamente critico (tanto da suscitare dubbi di costituzionalità) che riguarda la gestione diretta da parte dell’Uits dei beni mobili e immobili di proprietà delle sezioni. Tuttavia l’esame in commissione si è ufficialmente concluso ieri, quindi eventuali ulteriori proposte emendative dovranno provenire dall’esame in aula che dovrebbe cominciare da lunedì.

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