Prosegue l’iter di conversione al Senato del decreto sicurezza 2026, quel decreto legge n. 23, entrato in vigore lo scorso 25 febbraio, che tanto ha fatto parlare di sé per la normativa inutilmente restrittiva sul porto dei coltelli con blocco della lama, di lunghezza superiore a 5 centimetri. Come è noto, sulla specifica questione sono stati presentati numerosi emendamenti, secondo un articolo pubblicato ieri dal Sole 24 ore tuttavia a prevalere sarà uno specifico emendamento presentato direttamente da Palazzo Chigi, che prevede di mantenere il divieto assoluto di porto per i coltelli con lama superiore a 5 centimetri con apertura a scatto o a molla, quelli a farfalla o quelli camuffati da altri oggetti, mentre reintroduce il giustificato motivo per il porto di quelli con lama superiore a 5 centimetri con lama ripiegabile, dotata di blocco della lama o apribile con una sola mano.
A questo punto si tratta di capire come si deciderà di affrontare gli oltre mille emendamenti presentati sul testo, in modo tale da riuscire a rispettare le tempistiche di conversione che prevedono l’esame da parte dell’aula del senato (dopo la Commissione affari costituzionali) non oltre il 14-15 aprile, in modo tale che anche la Camera possa poi votare il medesimo testo entro il termine dei 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, a pena di decadenza.




