I carabinieri potranno esercitarsi al Tsn con la loro pistola di servizio

Il Comando generale dell’Arma dei carabinieri ha diffuso una circolare con la quale si ammette la possibilità per i militari, di esercitarsi di propria iniziativa nei Tsn con la loro pistola di servizio

Il Comando generale dell’Arma dei carabinieri ha diffuso una circolare con la quale ammette, e prevede una specifica procedura, che i militari possano svolgere esercitazioni volontarie presso le sezioni del Tiro a segno nazionale, con la loro pistola di servizio.

La premessa è che “le esercitazioni di tiro rappresentano un’attività essenziale per i Carabinieri, perché consentono la gestione delle armi in dotazione con la dovuta cautela e la giusta confidenza, in modo da sapere quando, come e con che limiti adoperarle, laddove fosse assolutamente necessario”.

Il Comando generale ha tuttavia preso atto che “molti carabinieri desidererebbero incrementare la periodicità delle lezioni di tiro con l’arma in dotazione, anche fruendo di poligoni privati” e ha risposto autorizzando la possibilità di utilizzare l’arma in dotazione, a titolo personale, “presso i poligoni aderenti all’Unione italiana Tiro a segno, ente pubblico posto sotto la vigilanza del Ministero della Difesa”.

Nell’elencazione delle procedure previste, si ventila la possibilità che l’Uits preveda una tariffa agevolata di tesseramento e si impone l’impiego munizioni che “oltre a essere compatibili con il calibro della pistola (9×19 mm Nato o .38 special o altro, in casi di armi individuali particolari), devono essere prodotte secondo le specifiche Cip (Europa) o Saami (Usa), nuove di fabbrica, di alta qualità (marchi noti e riconosciuti), in perfetto stato, pulite e asciutte”.

Per fruire della possibilità di addestrarsi autonomamente al tiro (in aggiunta e non in sostituzione delle esercitazioni previste dall’Arma dei carabinieri), il militare dovrà tuttavia presentare una istanza al comandate di reparto, il quale rilascerà una autorizzazione con validità triennale. Inoltre, entro i tre giorni successivi dall’esercitazione, il militare dovrà presentare una attestazione rilasciata dal responsabile del poligono, con la data, l’ora della sessione di tiro con l’arma d’ordinanza, la quantità e il tipo di munizioni utilizzate. Questo perché “il comando competente possa allineare la vita tecnica dell’arma individuale”.