Kel-tec evidentemente crede molto nel suo sistema di alimentazione sperimentato inizialmente con la pistola Pr-5.7 calibro 5,7×28: si tratta di un serbatoio fisso che può essere rifornito dall’alto, attraverso la finestra di espulsione dopo aver bloccato in apertura il carrello, mediante lastrine di caricamento (stripper clip) in polimero. A parte i materiali, il sistema ricorda quello delle prime pistole semiautomatiche presentate sul mercato tra la fine del XIX secolo e i primi anni del XX. Adesso è la volta della Pr-3At, una micro-compatta con telaio in polimero, camerata in 9 corto. Il fusto accoglie un serbatoio bifilare della capacità di 13 cartucce più una in canna, rifornibile mediante due clip da 7+7 cartucce (o anche con colpi sfusi, uno alla volta). Altra caratteristica fin-du-siécle, la chiusura geometrica a canna rotante. Il vantaggio di questa impostazione è una elevata semplicità costruttiva e, soprattutto, l’impossibilità di uno sgancio accidentale del caricatore nel porto occulto, mantenendo comunque una ragionevole velocità di ricarica. La canna è lunga 72,5 mm per una lunghezza totale di 142 mm, l’altezza è di 100 mm e lo spessore massimo è di 24 mm, il peso dell’arma scarica è di 274 grammi. Il tutto per un prezzo, negli Usa, pari a 400 dollari.
Kel-tec Pr-3At, la micro-compact che si carica dall’alto
Dopo la pistola Pr 5.7 calibro 5,7x28, Kel-tec ha esteso il sistema a serbatoio fisso e caricamento dall’alto anche a una micro-compact in 9 corto




