Con sentenza n. 1077 del 10 febbraio, il Consiglio di Stato si è occupato della vicenda delle mangiatoie per il foraggiamento invernale degli ungulati, che vengono posizionate nelle aree boschive del Trentino. È il capitolo conclusivo di un lungo contenzioso che vede da un lato gli animalisti accusare le mangiatoie in oggetto di rendere gli orsi più presenti nelle zone limitrofe i centri abitati e più confidenti nei confronti dell’uomo, dall’altra la provincia autonoma di Trento che ritiene del tutto ininfluente, sotto questo aspetto, la presenza delle mangiatoie, utili invece per alleviare la pressione ambientale sugli ungulati derivante dalla scarsità di cibo nei mesi più freddi dell’anno.
La decisione assunta dal Consiglio di Stato circa le mangiatoie è stata, come al solito, propagandata in modo distorto dalle associazioni animaliste in questione, che hanno parlato in questi giorni di “divieto assoluto” e di “vittoria”. In realtà, i giudici hanno semplicemente disposto che, nelle zone frequentate dall’orso, la presenza delle mangiatoie possa continuare a essere disposta, ma solo dietro l’effettuazione di una istruttoria tecnica con congrue motivazioni volte a escludere che il foraggiamento possa influire sulle abitudini dell’orso. Anche sulle mangiatoie già attivate, la provincia potrà esercitare il proprio potere di autotutela disponendone la sospensione nel caso in cui la situazione presentasse un “aggravamento”
La provincia autonoma, in una nota ufficiale, ha ribadito queste indicazioni, affermando che “La pratica del foraggiamento dei selvatici non è vietata e resta nella discrezionalità dell’Amministrazione provinciale decidere se mantenerla, sospenderla o rimuoverla nei singoli casi. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, in una sentenza che accoglie solo parzialmente il ricorso presentato dalle associazioni animaliste. Il massimo giudice amministrativo ha evidenziato come la normativa provinciale consenta questa pratica ed ha statuito che – nei Distretti abitualmente frequentati dall’orso – l’eventuale scelta di non sospendere il foraggiamento sia accompagnata da un’istruttoria tecnica. La Provincia continuerà dunque a operare nel rispetto delle indicazioni tecnico – scientifiche per la salvaguardia della biodiversità e la tutela della fauna selvatica durante il periodo invernale, ossia nella stagione in cui è ammesso il foraggiamento”.



