Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato che il consiglio dei ministri ha approvato un nuovo ddl sicurezza, intitolato “Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del ministero dell’Interno”, già ribattezzato “ddl anti-maranza”.
Il provvedimento è stato illustrato per sommi capi in conferenza stampa: tra le innovazioni, quella dell’estensione del cosiddetto fermo di prevenzione anche ai minorenni. Soggetti – ha precisato il ministro – rispetto ai quali, nel corso di specifiche operazioni di polizia che siano destinate alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico in luoghi caratterizzati da consistente afflusso di persone, anche qui ad esempio quelli della cosiddetta movida, possa sussistere un fondato motivo di ritenere possano mettere in atto condotte di pericolo per la sicurezza pubblica in relazione a circostanze come il possesso di armi, di oggetti in qualche modo indicativi di una pericolosità della persona”.
Introdotta una nuova fattispecie di avviso orale del questore, con il quale si dispone il divieto di aggregazione in occasioni che potrebbero dar luogo a situazioni di grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Estesa al reato di danneggiamento la possibilità di arresto differito in flagranza, se compiuto da 5 o più persone. Per il danneggiamento di gruppo si prevede una specifica aggravante che porta la pena edittale da un anno e mezzo a 5 anni di reclusione e fino a 15 mila euro di multa. Per quanto riguarda invece le lesioni personali subite da agenti o ufficiali di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza, nell’adempimento delle proprie funzioni, si prevede la procedibilità d’ufficio anche per quelle lievi o lievissime, che erano invece a querela di parte.
Nel ddl è prevista anche la modifica al codice civile che esclude il risarcimento del danno subito dal danneggiato nel compimento di alcuni reati, come quello della rapina in casa.
Il ddl dovrà a questo punto essere sottoposto al vaglio delle Camere per il consueto iter legislativo.




