Tragedia sfiorata a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove uno studente 13enne ha accoltellato a scuola una insegnante, “rea” a quanto pare di avergli dato un brutto voto. La docente è ricoverata in terapia intensiva, per fortuna non in pericolo di vita. Sul punto è intervenuto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha commentato: “Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola. Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani. Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l’educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica”. Valditara fa riferimento evidentemente all’iter di conversione del decreto sicurezza 2026, entrato in vigore lo scorso 25 febbraio, che è attualmente in svolgimento al Senato.
Ci permettiamo tuttavia di obiettare rispetto a quanto dichiarato dal ministro: quanto accaduto nella Bergamasca evidenzia, semmai, l’esatto contrario rispetto a quanto sostiene Valditara, cioè che le norme sui coltelli contenute nel decreto sicurezza (che sono già attualmente vigenti, essendo il decreto immediatamente esecutivo salva la decadenza se non avverrà conversione in legge entro 60 giorni) non presentano alcuna utilità nel prevenire fatti criminali commessi da minori con strumenti da punta e da taglio. L’unico scopo che il decreto sicurezza è in grado di ottenere con la normativa sui coltelli è quella di penalizzare le molteplici attività lecite che vengono compiute sul territorio da parte delle persone oneste, mentre è di tutta evidenza che l’uso criminale dei coltelli non ha ricevuto alcun contrasto. Continuiamo a ritenere che sia semplicemente folle concentrarsi sulle caratteristiche degli oggetti (lunghezza della lama, presenza o meno del blocco della lama sui pieghevoli eccetera), piuttosto che sul disvalore delle condotte da parte degli autori delle medesime. Proprio questa drammatica circostanza dovrebbe servire all’attuale governo per una riflessione ponderata sulla congruità del provvedimento, ma a quanto pare si preferisce, ancora una volta, la demagogia all’autocritica.
A noi risulta che proprio sulla questione dei coltelli, siano stati effettivamente presentati emendamenti volti a migliorare un testo, quello del decreto, che ha ricevuto critiche pressoché unanimi. L’auspicio è che un fatto come quello di Trescore non venga utilizzato come scusa per azzerare il lavoro di revisione critica del decreto, che è quantomai necessario invece.




