Ready dot, il collimatore “furbo” per la Ruger Lcp Max

La micro compatta per difesa personale Ruger Lcp Max può essere equipaggiata di un innovativo collimatore: ha dot di 15 Moa, funziona con fibra ottica, non ha pulsanti né batterie…

La moda dei micro dot non contagia, negli Stati Uniti, solo le pistole full size per la difesa o il tiro sportivo, bensì anche le micro compatte per la difesa personale. In questo ambito, è peculiare l’approccio dimostrato dai tecnici Ruger, che hanno creato un collimatore a punto rosso, denominato Ready dot, destinato all’installazione sulla pistola Lcp Max, bifilare calibro 9 corto con capacità di 10 o 12 colpi nel caricatore.

Innanzi tutto il collimatore si installa sulla coda di rondine della tacca di mira standard, non richiede quindi un carrello Optics ready, che sulle dimensioni minimaliste della Lcp max potrebbe costituire un problema. In secondo luogo, la sorgente per l’illuminazione del dot è un pannello di fibre ottiche sul lato superiore del collimatore, che attiva un dot di ben 15 Moa di diametro, utile per una collimazione ultra-rapida del bersaglio a breve distanza. Il dot regola autonomamente la propria intensità in funzione della luce ambientale presente, non sono previsti pulsanti per l’accensione o la regolazione, né batterie. L’impiego è istintivo e l’autonomia… eterna. I lati del collimatore presentano le medesime fresature di presa dei lati del carrello, di cui costituiscono il naturale prolungamento, aumentando in tal modo la superficie di presa per lo scarrellamento.

Completa di Ready dot, la Ruger Lcp max costa negli Usa 449 dollari.