Shell shock technologies è un’azienda che ormai da quasi 10 anni ha messo a punto una innovativa tecnologia per la realizzazione dei bossoli per le armi da fuoco portatili. È denominata Nas3 (Nichel alloy shell) e prevede l’impiego di un corpo in lega d’acciaio al nickel accoppiato a un fondello in alluminio. Inizialmente questa tecnologia è stata applicata al calibro 9×19, in seguito sono stati aggiunti altri calibri come 9 corto e .300 Blk, pochi giorni fa l’annuncio dell’avvio della produzione di due tra i più diffusi calibri per carabina, il .308 Winchester e il .223 Remington. Rispetto ai calibri già a catalogo, la sfida tecnologica consiste nel fatto che la spalla è molto più accentuata rispetto a quella per esempio del .300 Blk e i due calibri lavorano a pressioni ancor più elevate.
Il vantaggio di questo tipo di bossoli si esplica su vari fattori: innanzi tutto il peso, inferiore del 50 per cento rispetto ai bossoli convenzionali in ottone, poi consentono di gestire pressioni più elevate rispetto ai bossoli in ottone, consentendo al contempo una superiore costanza velocitaria, hanno una superiore resistenza alla corrosione e una maggior scorrevolezza in camera di scoppio, sono più economici ma al tempo stesso consentono un numero elevato di ricariche. L’unico scotto da pagare è quello di doversi dotare, per la ricarica, di matrici dedicate per la ricalibratura e la svasatura, con un pistone interno che consente l’uscita del bossolo mediante spinta sul fondello dall’interno, piuttosto che per trazione tramite lo shell holder.
Al di là della diffusione per ora inesistente sul mercato italiano, si evidenzia una tendenza ben precisa nello sviluppo della tecnologia dei bossoli per pistola e carabina di nuova generazione, che vede sempre più spesso l’ingresso di leghe speciali in acciaio (come la Peak alloy di Federal) o l’uso di bossoli con costruzione modulare in due pezzi (come il 6,8×51 di Sig Sauer). Sarà il tempo a dirci se questa tecnologia prenderà definitivamente piede, oppure no.




