Sospetto lupo, atto secondo

Altra aggressione da parte di un presunto lupo in provincia di Lucca: ha “puntato” una bambina di due anni ma poi ha portato via, e ucciso, il cane di famiglia

È accaduto di nuovo, questa volta a Orbicciano, frazione sulle colline di Camaiore (Lu). Un lupo, o presunto tale, si è introdotto nel giardino di un’abitazione alle 9,30 di sera, dove giocava un bambino di circa due anni. L’animale, arrivato di soppiatto, ha attraversato un terreno limitrofo ed è entrato nel giardino puntando il piccolo. Un cane femmina di 7 anni, del peso di circa 22 kg presente nel giardino stesso, ha cercato di intervenire subendo immediatamente l’aggressione del lupo che l’ha azzannata alla gola portandola via immediatamente. La madre del bambino, cercando di proteggere anche lei il figlio, ha tentato una reazione all’aggressione del proprio cane, ma tutto è stato vano, anzi la madre stessa è infine caduta in un dirupo per cercare di recuperare la cagnetta, trovata poi morta vicino a un ruscello. Grande preoccupazione di tutti gli abitanti della frazione, che mai avevano pensato di dover temere aggressioni nel proprio giardino in condizioni normali. Ovvero in una serata estiva e non a notte fonda. Altre segnalazioni di avvistamenti erano già arrivate alle autorità dai comuni limitrofi come Spianate, Badia Pozzeveri, Altopascio e Torre del Lago. Mentre aspettiamo le conferme nel frattempo una l’abbiamo subito, inconfutabile, ed è quella che ormai ripetiamo da anni: il lupo non teme più l’uomo ormai da tantissimi tempo. E abbiamo continuamente, una prova dopo l’altra, contezza del fatto che per lui entrare nei nostri spazi più intimi non è affatto un problema. Conosciamo anche la sceneggiatura che tutti gli Amici del lupo, compresi quelli che dicono che non ne hanno paura mentre stanno seduti nei loro uffici, diranno: che bisognerà vedere “se è un vero lupo”, “se il fatto è andato così”, “se c’erano i mezzi di dissuasione”, “che il lupo fa il lupo”, “che era un giovane in dispersione”, “che la situazione è monitorata”, “che bisogna saper cosa fare in questi casi”. E tanta altra aria fritta che ormai viene venduta per non vedere che il lupo è cambiato. Come cambiano tutti gli animali di tutte le specie nel momento in cui cambiano gli scenari vitali, l’ambiente, il comportamento degli uomini e tutto il resto. Prendiamo atto che ormai il lupo, e tutto l’entourage, ma questo caso non c’entra, ormai muove molto business in ricerche, mezzi da comprare, gettoni pagati ad esperti ed associazioni del settore, turismo venduto ad hoc “per andare a vedere le tracce dei lupi” e tanto altro. Che quando un fatto diventa ricorrente porta sempre tanta “ciccia” a certa pseudoscienza sparsa a piene mani. Adesso ripartiranno altre Task force, come per il lupo di pochi giorni fa ad Arrone. Mancano solo i Navy Seals americani e poi sono stati chiamati tutti. Quando la questione potrebbe essere facilmente risolta con l’impiego di due o tre selecontrollori esperti. Ribadiamo che la salvezza del lupo passa attraverso la sana paura che deve avere dell’uomo e delle sue pertinenze. Questo assicurerà la sua salvezza nei numeri giusti e la salvezza di noi umani. Altrimenti, come sempre, le storie sono destinate a ripetersi. Senza scienza e senza Task Force.