Una circolare dell’amministrazione penitenziaria del 22 dicembre 2025 introduce, con un ritardo di circa 10 anni rispetto alla polizia di Stato e ai carabinieri, la sperimentazione in seno alla polizia penitenziaria degli spray antiaggressione al capsicum per l’autodifesa degli operatori all’interno delle carceri e nelle altre circostanze di servizio. La sperimentazione sarebbe stata autorizzata sulla considerazione del “significativo incremento” di eventi critici e aggressioni al personale. Il testo della circolare non è attualmente disponibile in Rete ma, da quanto riportato dalle relative sigle sindacali, i requisiti tecnici previsti per gli spray da assegnare in via sperimentale ricalcherebbero quelli del decreto ministeriale n. 103 del 2011, che ha tracciato le caratteristiche di percentuale di principio attivo e capacità della bomboletta per gli spray di libera vendita ai cittadini.
Se ciò fosse confermato, si tratterebbe a nostro avviso di una evidente criticità rispetto alle peculiarità di impiego del capsicum negli spazi chiusi delle carceri: infatti nel decreto ministeriale del 2011, al di là del fatto che viene fissata una capacità massima della bomboletta di soli 20 ml (che potrebbero non essere sufficienti per la necessità di sedare aggressioni provenienti da più soggetti contemporaneamente), c’è il problema non secondario che nel decreto in oggetto si stabilisce l’obbligo di un getto nebulizzato, che ha palesi controindicazioni nell’impiego in ambienti chiusi, per la sua possibilità di contaminare tutto l’ambiente e, di conseguenza, interessare con gli effetti anche gli operatori. Ancor più la polizia penitenziaria rispetto alla polizia di Stato e ai carabinieri, dovrebbe utilizzare spray al capsicum dotati di getto balistico e non di nebulizzazione, sia al fine di incrementare la gittata massima di impiego, sia per circoscrivere il più possibile gli effetti in ambiente chiuso. A questo proposito sarebbe più vantaggioso prevedere specifici gel al capsicum, piuttosto che una nebulizzazione su base acquosa.
Speriamo che già prima di iniziare la sperimentazione queste criticità vengano prese in considerazione, stupisce tuttavia che non si sia fatto già tesoro degli ormai lunghi anni di impiego presso le restanti forze dell’ordine oltre che verso la generalità dei cittadini.



