Federcaccia ha diffuso in queste ore un comunicato nel quale stigmatizza l’approccio a senso unico degli organi di informazione, che danno addosso ai cacciatori “a prescindere”.
“Ogni occasione è buona”, si legge nel comunicato, “purtroppo ben lo sappiamo a nostre spese: nel caso del ritrovamento di un rapace o di un lupo per esempio, magari poi risultati morti per cause naturali (eh sì, anche gli animali, ma questo molti animalisti sembrano ignorarlo, muoiono di vecchiaia o per incidenti, esattamente come gli esseri umani), nel dare la notizia “infilare” nel servizio la caccia e i cacciatori alza l’audience e aumenta i click e i like. Quale che sia la realtà dei fatti, interessa ben poco. Figuriamoci se reti televisive – oltretutto ideologicamente schierate – e testate varie potevano lasciarsi scappare l’occasione di utilizzare la notizia del ritrovamento di – al momento – 55 fra carcasse e resti parziali di cani, e un gatto, a Scossicci, in provincia di Macerata, per puntare il dito sul “mondo della caccia e dell’allevamento”. In realtà si tratta per ora di illazioni senza alcun riscontro ufficiale, mentre le indagini sono ancora in corso e a detta degli stessi inquirenti non sono nemmeno facili. Solita storia che fa sempre presa: il cane da caccia non è buono, è vecchio, è malato… insomma è un peso? Il cacciatore cattivo se ne libera se va bene abbandonandolo o nel peggiore dei casi uccidendolo. Che niente di quanto scoperto fino a ora indichi realmente in questa direzione e anzi, una delle poche carcasse riconoscibili appartenga a un pastore maremmano, quindi non certo a un cane da caccia, non ha ovviamente importanza”.
Il presidente Federcaccia, Massimo Buconi, aggiunge: “Quanto sta circolando in queste ore, per altro su una scoperta risalente a più di un mese fa, è al solito imbarazzante e inaccettabile. Imbarazzante per i media, che invece di riportare una cronaca basata sulla realtà oggettiva dei fatti danno spazio a illazioni diffamatorie e ipotesi a senso unico colpevolizzando, ecco l’inaccettabile, come sempre una categoria intera di persone che con i propri cani hanno in realtà un legame emotivo e rapporti ben diversi da quelli che strumentalmente si cerca da anni di far passare per contribuire a disegnare il cacciatore come una figura spregevole e priva di sentimenti. Certo, nemmeno noi possiamo affermare il contrario. Non abbiamo la prova per poter affermare che l’autore, o gli autori, di questo infame gesto evidentemente ripetuto nel tempo non sia un cacciatore, ma prima di pronunciarci aspettiamo siano gli inquirenti a fornire l’esito delle indagini. Auspichiamo quindi che chi sta indagando sui fatti ponga tutta l’attenzione e la cura necessaria ad individuare il prima possibile i responsabili. E posso assicurare che qualora venisse provato il coinvolgimento di appartenenti al mondo venatorio Federcaccia sarà la prima ad esprimere e non solo a parole la sua ferma condanna, mettendosi a fianco degli organi giudicanti. A chiacchiere, dicerie e maldicenze diamo invece il peso che hanno, ovvero nulla. Non possiamo esimerci però da richiamare gli organi di stampa a quel dovuto dovere deontologico della verità dei fatti, che dovrebbe guidare ogni loro articolo”.




