Procioni all’assalto

Il procione dilaga in Europa e vede crescere la propria consistenza anche in Italia. Specie alloctona portatrice di malattie anche gravi e danni alla fauna, l’Alto Adige ne ha autorizzato il contenimento

Tempi duri per i procioni. Introdotto in Europa come animale da pelliccia, il procione od orsetto lavatore, ha poi effettuato le solite fughe, o è stato sottoposto a rilasci che nel tempo ne hanno accresciuto le popolazioni selvatiche o rinselvatichite. Rimane sempre molto legato agli umani perché, come accade per altre specie, trova tanti punti di interesse nella nostra società, sotto forma di cibo dato spontaneamente, cibo di scarto, o anche sottratto con furbizia e capacità di entrare in case, auto eccetera potendo, al pari dei suoi confratelli orsi, muovere le sue zampe come vere e proprie mani, riuscendo ad aprire barattoli, borse, scatole e tutto quello che dall’odore promette un obiettivo succulento. In Germania si stima che ce ne siano circa 2 milioni. Si pensa che anche da noi, se non contenuto, ben presto arriverebbe a cifre simili. L’ultimo allarme l’ha lanciato la provincia di Arezzo: proliferato in maniera abnorme, è arrivato ormai a colonizzare anche il Casentino, con frequentazioni in Valdichiana. Sono diversi i pericoli che il procione porta con sé: oltre al fatto di essere una specie aliena, vive e si nutre di tutto: uova di nidiacei, anfibi, gamberi, pesciolini e nidiacei già nati. In più il procione è anche un efficiente arrampicatore e può arrivare dappertutto. Oltre che specie aliena e alloctona, i suoi pericoli sono anche rappresentati dai parassiti di cui è portatore sano: in particolare, un ascaride che espelle con le feci e che può essere veicolato all’uomo. Anche la Comunità Europea è in allarme e impone sanzioni agli Stati che non ne effettuano il controllo. A fronte della sua simpatia, e del suo aspetto di pupazzetto, può essere portatore anche di rabbia e, se disturbato o forzato, non ci pensa due volte a mordere. Non siamo soltanto noi in Italia comunque ad avere questo problema. Anche la Svizzera ci combatte da tanto e i cacciatori locali sono autorizzati ad abbatterli tutto l’anno. Secondo gli esperti non sarebbe più possibile impedirne l’espansione, ma solo rallentarla. Da noi a correre ai ripari è innanzi tutto l’Alto Adige che ha emanato, tramite l’assessore provinciale Luis Walcher, un decreto per il contenimento di questa fauna selvatica e invasiva. Infatti dal 1° maggio al 15 dicembre, tutti i cacciatori dell’Alto Adige sono autorizzati ad abbattere procioni, nutrie e cani procione. Naturalmente con tutte le regole e i requisiti di sicurezza come richiede qualunque attività venatoria.

A proposito di specie aliene, continuiamo a non capire come si possa perseverare nell’esaltare l’arrivo, con foto e video, di un altro “intruso”, ovvero lo sciacallo dorato. Che non appartiene minimamente, né ora né mai, alla nostra fauna autoctona. E che già altri Paesi nell’Est Europa determina danni alla fauna notevolissimi. Tanto che l’Ungheria ne ha autorizzato l’abbattimento giorno e notte tutto l’anno, e vede migliaia di capi prelevati ogni anno.